Null Giovanni Battista Paggi, 1554 – 1627, zugeschrieben
RINALDO E ARMIDA O ALLE…
Descrizione

Giovanni Battista Paggi, 1554 – 1627, zugeschrieben RINALDO E ARMIDA O ALLEGORIA DELLA GUERRA E DELLA PACE Olio su tela. Doppiato. 83 x 70 cm. In ampia cornice di profilo bronzato. Un giovane generale in armatura romana è incoronato da una figura allegorica femminile con una corona di fiori. L'uomo corazzato regge uno specchio ovale nel quale il giovane guerriero guarda. Abbiamo già visto che il soggetto è legato all'opera letteraria di Torquato Tasso (1544-1595), Gerusalemme liberata, del 1574. Tuttavia, la rappresentazione può essere interpretata anche come un'allegoria della guerra e della pace. Peter Paul Rubens (1577-1640), ad esempio, ha rappresentato il tema dell'incoronazione di Marte, il dio della guerra, nel suo dipinto "L'incoronazione di Marte, dio della guerra, da parte di una Vittoria alata" (Staatsgalerie Neuburg/Danube). Nel presente dipinto, invece, si tratterebbe della figura allegorica di Eirene, dea della pace, spesso raffigurata con fiori e una corona floreale. Tra i suoi attributi c'è anche il putto Plutone, spesso rappresentato in pittura nella doppia forma di due putti. Lo specchio potrebbe indicare che Marte si sta compiacendo in una situazione di pace, adornato di fiori. Poiché il dio della guerra è qui raffigurato come un giovane, si potrebbe ipotizzare che il dipinto sia stato creato in occasione della pace dopo una breve guerra (nota anche come "Marte"). Anche la precedente unica interpretazione del dipinto come "Rinaldo e Armida" è visibile nel quadro, poiché le doppie interpretazioni non sono rare nella pittura barocca. Il confronto è anche con un'opera successiva di Antonio Pietro Zucchi (1726-1795). Uno specchio è attaccato alle due figure anche in un'opera (1600 circa) di Jan Soens (1547 ca. - 1611 ca.). Nato a Genova nel 1554, il pittore e scrittore d'arte proveniva da una famiglia patrizia e, oltre all'attività di autodidatta, frequentò la bottega di Luca Cambiaso (1527-1585), che ebbe una forte influenza su di lui. Si recò a Firenze e, in quanto favorito di Francesco de' Medici, ricevette numerose commissioni dalla nobiltà fiorentina. Gli artisti fiorentini e genovesi, così come il suo compagno di studi Bernardo Castello (1557-1629), si mobilitarono contro questo successo e intentarono una causa contro di lui nel 1590/91 per far sì che ai nobili fosse vietato l'esercizio del mestiere di pittore, ma la decisione legale fu a favore di Paggi. (14007631) (13) Giovanni Battista Paggi, 1554 - 1627, attribuito RINALDO E ARMIDA O ALLEGORIA DELLA GUERRA E DELLA PACE Olio su tela. Rilegato. 83 x 70 cm.

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Giovanni Battista Paggi, 1554 – 1627, zugeschrieben RINALDO E ARMIDA O ALLEGORIA DELLA GUERRA E DELLA PACE Olio su tela. Doppiato. 83 x 70 cm. In ampia cornice di profilo bronzato. Un giovane generale in armatura romana è incoronato da una figura allegorica femminile con una corona di fiori. L'uomo corazzato regge uno specchio ovale nel quale il giovane guerriero guarda. Abbiamo già visto che il soggetto è legato all'opera letteraria di Torquato Tasso (1544-1595), Gerusalemme liberata, del 1574. Tuttavia, la rappresentazione può essere interpretata anche come un'allegoria della guerra e della pace. Peter Paul Rubens (1577-1640), ad esempio, ha rappresentato il tema dell'incoronazione di Marte, il dio della guerra, nel suo dipinto "L'incoronazione di Marte, dio della guerra, da parte di una Vittoria alata" (Staatsgalerie Neuburg/Danube). Nel presente dipinto, invece, si tratterebbe della figura allegorica di Eirene, dea della pace, spesso raffigurata con fiori e una corona floreale. Tra i suoi attributi c'è anche il putto Plutone, spesso rappresentato in pittura nella doppia forma di due putti. Lo specchio potrebbe indicare che Marte si sta compiacendo in una situazione di pace, adornato di fiori. Poiché il dio della guerra è qui raffigurato come un giovane, si potrebbe ipotizzare che il dipinto sia stato creato in occasione della pace dopo una breve guerra (nota anche come "Marte"). Anche la precedente unica interpretazione del dipinto come "Rinaldo e Armida" è visibile nel quadro, poiché le doppie interpretazioni non sono rare nella pittura barocca. Il confronto è anche con un'opera successiva di Antonio Pietro Zucchi (1726-1795). Uno specchio è attaccato alle due figure anche in un'opera (1600 circa) di Jan Soens (1547 ca. - 1611 ca.). Nato a Genova nel 1554, il pittore e scrittore d'arte proveniva da una famiglia patrizia e, oltre all'attività di autodidatta, frequentò la bottega di Luca Cambiaso (1527-1585), che ebbe una forte influenza su di lui. Si recò a Firenze e, in quanto favorito di Francesco de' Medici, ricevette numerose commissioni dalla nobiltà fiorentina. Gli artisti fiorentini e genovesi, così come il suo compagno di studi Bernardo Castello (1557-1629), si mobilitarono contro questo successo e intentarono una causa contro di lui nel 1590/91 per far sì che ai nobili fosse vietato l'esercizio del mestiere di pittore, ma la decisione legale fu a favore di Paggi. (14007631) (13) Giovanni Battista Paggi, 1554 - 1627, attribuito RINALDO E ARMIDA O ALLEGORIA DELLA GUERRA E DELLA PACE Olio su tela. Rilegato. 83 x 70 cm.

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