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SPATOLA TAINO GRANDI ANTILLE, 800 - 1500 d.C. Realizzata in pietra scolpita, la spatola presenta un manico lungo e affusolato sormontato da una figura antropomorfa compatta e astratta; la testa è inclinata in avanti con lineamenti esagerati e le braccia sono strette contro il corpo; il pezzo è montato su un supporto su misura Altezza: 30 cm Provenienza: Karl Stimm, Anversa Dott. A. Médard, Berlare, collezione costituita tra gli anni ’60 e ’80 Collezione privata, Londra Gli scultori taíno realizzavano oggetti cerimoniali, noti come spatole per il vomito, cucchiai o «vomitivos», caratterizzati da forme stilizzate di esseri umani e animali. Utilizzati nei riti di purificazione, questi strumenti aiutavano gli sciamani (behiques) a indurre il vomito prima di entrare in stati di trance provocati dall’inalazione del cohoba, un tabacco da fiuto allucinogeno. Intagliati in osso, legno, conchiglia o, occasionalmente, pietra, erano spesso associati agli zemis, gli spiriti ancestrali al centro della religione taína. Nei rituali comunitari, questi strumenti fungevano sia da strumenti pratici che da canali sacri verso il mondo degli spiriti.
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