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JOSÉ COBO (Santander, 1958). Senza titolo. Resina. Provenienza: Galleria Alejandro Sales. Le sculture di José Cobo raffiguranti bambini che gattonano combinano una modellazione realistica con pose e ambientazioni inaspettate. Spesso realizzate in resina epossidica, ritraggono figure infantili assorte nei loro movimenti, con particolare attenzione al corpo e alle pieghe degli indumenti, che assumono una qualità quasi organica. Alcune sono collocate direttamente sul pavimento, mentre altre sembrano muoversi lungo le pareti, alterando la nostra percezione della gravità e dello spazio. Il loro significato è legato all’apprendimento e alla scoperta del mondo attraverso il corpo. Lo stesso Cobo spiega di lavorare sul tema dell’infanzia e sul modo in cui iniziamo a comprendere lo spazio e la realtà fisica. Da questa prospettiva, gattonare può essere interpretato come una forma precoce di esplorazione: il bambino scopre ciò che lo circonda muovendosi, toccando e sperimentando l’equilibrio. Trasferendo questi movimenti su una parete, lo scultore induce inoltre lo spettatore a riconsiderare ciò che intende per “pavimento”, orientamento e stabilità. Si tratta, quindi, di immagini dell’infanzia intesa come processo di formazione della percezione e della conoscenza. La loro apparente familiarità coesiste con un senso di stranezza: riconosciamo il gesto quotidiano, ma la sua collocazione trasforma la scena in un’esperienza che sfida il nostro modo abituale di vedere. Formatosi alla School of the Art Institute of Chicago, dove ha conseguito un Master of Fine Arts in Scultura, Cobo ha sviluppato una carriera internazionale che lo ha portato in città come Chicago, New York e Francoforte, integrando nel suo linguaggio artistico una sensibilità contemporanea caratterizzata dalla sintesi formale e dalla tensione tra figurazione e astrazione. La sua esperienza di insegnamento proprio alla SAIC ha contribuito a consolidare una pratica scultorea attenta sia ai processi concettuali che alla sperimentazione materica. Insignito di riconoscimenti quali la borsa di studio della Fondazione Botín (1994), il Premio di Belle Arti della Cantabria (2014) e la commissione internazionale per l’installazione permanente *Wächter* presso l’Arche Nebra (Germania, 2021), José Cobo opera attualmente a Santander. Le opere di José Cobo sono presenti in collezioni quali quelle della Fundació Vila Casas e della Fondazione Fran Daurel a Barcellona, della Fondazione Botín a Santander e della Colección Norte de Arte Contemporáneo del Governo della Cantabria. Ha esposto in gallerie quali la Juan Silió a Santander e Madrid, la 3 Punts a Barcellona e la Maya Polsky Gallery a Chicago. Il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Santander e della Cantabria (MAS) presenta la sua mostra “Humus”, visitabile fino al 21 febbraio 2027. Le sue opere sono inoltre presenti in modo prominente negli spazi pubblici, con sculture quali «Los raqueros» e il «Monumento all’incendio e alla ricostruzione del 1941» a Santander, «Bañistas» a Castro Urdiales, «Dos toros» a Madrid e l’installazione «Wächter» all’Arche Nebra in Germania.
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