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Eugène PRINTZ (1878-1948) Tavolino con due ripiani circolari sovrapposti in impiallacciatura di legno di palma, poggianti su quattro montanti ricurvi che terminano con piedini in ottone dalla patina ossidata a effetto nuvolato Modello creato intorno al 1934 Altezza: 55,5 cm / Diametro: 80 cm Bibliografia: - «Mobilier et Décoration», giugno 1934, modello simile riprodotto a pag. 219 - «Mobilier et Décoration», novembre 1934, modello simile riprodotto a pag. 412 - Guy Bujon e Jean-Jacques Dutko, «Printz», Editions du Regard, Parigi, 1986, il nostro modello riprodotto a pag. 115 Nato a Parigi nel 1889 in una famiglia di ebanisti, Eugène Printz acquisì fin da giovane una padronanza eccezionale delle tecniche tradizionali di falegnameria. Formatosi nel laboratorio di famiglia nel Faubourg Saint-Antoine, si familiarizza con i grandi modelli del XVIII secolo, sviluppando un savoir-faire esigente e un gusto spiccato per i materiali pregiati, la qualità delle finiture e la raffinatezza dei dettagli. A partire dagli anni Venti, orienta progressivamente il proprio lavoro verso un’estetica più moderna, senza mai rinunciare all’eccellenza dell’ebanisteria classica. La sua collaborazione con Pierre Chareau e la sua partecipazione all’Esposizione Internazionale delle Arti Decorative del 1925 contribuiscono a far emergere il suo talento. Da allora espone regolarmente nei grandi saloni parigini e si afferma rapidamente come uno dei principali creatori della sua epoca. Le sue realizzazioni conquistano una clientela prestigiosa, mentre anche il Mobilier National gli affida importanti commissioni. Il suo linguaggio estetico si basa su un sottile equilibrio tra rigore architettonico, eleganza delle proporzioni e ricchezza decorativa. Verso la metà degli anni ’30, le sue creazioni si evolvono verso forme più generose e volumi arrotondati, talvolta definiti barocchi, pur conservando quella particolare attenzione alla costruzione e alla funzionalità che caratterizza la sua opera. Il mobile qui presentato illustra perfettamente questa ricerca di equilibrio. La sua impiallacciatura di palma, dalle venature espressive, rivela tutta la ricchezza di questa essenza esotica, mentre i piedini in ottone dorato con patina nuvolata ne sottolineano con eleganza le linee. L’abbinamento tra legno pregiato e metallo testimonia il gusto di Printz per i contrasti tra i materiali e la raffinatezza delle finiture. Particolarmente esigente, l’ebanista supervisionava personalmente ogni fase della realizzazione dei suoi mobili, dai disegni e dai modelli fino ai minimi dettagli di fabbricazione. Circondato da artigiani specializzati, si assicurava che l’innovazione formale non andasse mai a discapito della qualità di esecuzione né della funzionalità. Questa esigenza, unita a una costante ricerca della perfezione, rimane uno dei tratti distintivi più notevoli della sua opera.
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