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Gruppo Bellemare La Natività. Colori a copertura, ricchi rilievi dorati, probabilmente con bordatura successiva a pennello nero, su pergamena incollata su legno. 15,3 x 10,6 cm. Intorno al 1545/50. Le miniature offerte con questo e i seguenti numeri di lotto sono esempi eccezionali della raffinatezza virtuosistica che contraddistingue le opere dei miniatori del cosiddetto Gruppo Bellemare. Il nome deriva dall’artista Nöelle Bellemare (morto nel 1546), formatosi ad Anversa, che nel secondo quarto del XVI secolo rivoluzionò la miniatura francese introducendo nuovi modelli figurativi. Nel periodo compreso tra il 1522 e il 1551 circa, sotto la guida e l’influenza di Bellemare, fu realizzato un corpus di almeno 26 manoscritti che figurano tra i capolavori della pittura dell’inizio dell’età moderna in Francia. È degna di nota la loro uniformità stilistica, sebbene singoli pittori, come il Maestro delle Epistole del Getty, il Maestro Doheny e il Maestro di Enrico II, si siano distinti nel corso del tempo come personalità artistiche autonome. Negli anni Venti del XVI secolo le rappresentazioni erano inizialmente fortemente influenzate dal manierismo anversese e dall’incisione dei maestri tedeschi antichi, mentre nei decenni successivi si manifesta un crescente interesse per i modelli italiani, in particolare per la scuola di Raffaello. Il ricorso a schemi iconografici di impronta nordica è evidente anche nei nostri due fogli singoli. La «Nascita di Cristo» è inserita nell’architettura in rovina tipica del manierismo di Anversa. La composizione è strettamente affine a due scene della Natività presenti in un libro d’ore conservato presso la Biblioteca Universitaria di Liegi (Wittert MS 29, fol. 33r) e in un manoscritto miniato un tempo appartenente alla collezione di Paul Durrieu (da ultimo Christie’s, Londra, 14 dicembre 2022, lotto 47). Le somiglianze riguardano la disposizione del gruppo di figure, che nella pagina di Liegi è quasi identica, ad eccezione di Giuseppe, nonché parti dell’architettura di sfondo, che trovano un corrispondente nella miniatura di Durrieu. Dal punto di vista pittorico, la nostra miniatura è superiore alle altre due per la raffinatezza dell’esecuzione. Secondo Myra Orth, autrice della ricerca fondamentale sul gruppo di Bellemare, la miniatura di Liegi, e di conseguenza anche la nostra, riprende una composizione presente in un libro delle ore del 1530 circa conservato alla British Library (cfr. Myra Orth: French Renaissance Manuscripts. The Sixteenth Century, Londra 2015, cat. 83, in particolare p. 275; per approfondimenti si veda anche Elizabeth L’Estrange: «Beyond the 1520s: A Bellmare Workshop Manuscript in Liège», in: Reinventing Traditions. On the Transmission of Artistic Patterns in Late Medieval Manuscript Illumination, Francoforte sul Meno 2015, pp. 195-216). L’artista intraprende invece una nuova strada per quanto riguarda la cornice. Se nelle raffigurazioni di riferimento sopra menzionate la cornice ha la forma di un tabernacolo, qui è costituita da un elaborato motivo a volute con maschere di leoni e cariatidi nello stile della scuola di Fontainebleau. La pagina rappresenta quindi un esempio emblematico della pratica diffusa negli anni Quaranta del XVI secolo tra gli artisti del gruppo, che consisteva nel riprendere modelli più antichi e nell’adattare la mise en page al gusto contemporaneo mediante cornici manieristiche (L’Estrange 2015, pp. 202-204). Una cornice quasi identica si ritrova in una miniatura del Libro delle Ore di Enrico II (detto anche Heures de Dinteville) conservato alla Biblioteca Nazionale di Parigi (BnF, MS lat. 1429, fol. 40r), una delle opere più significative del gruppo di Bellemare. Ringraziamo la dott.ssa Elizabeth L’Estrange, di Birmingham, per i preziosi suggerimenti. Provenienza: Edmond Lévy-Ditisheim (1896-1988), Basilea. Per successione, collezione privata in Germania. - Si prega di richiedere le relazioni sullo stato di conservazione dei singoli lotti, poiché lo stato di conservazione è indicato nel catalogo solo in casi eccezionali. - Si prega di richiedere le relazioni sullo stato di conservazione dei singoli lotti, poiché lo stato di conservazione non è solitamente menzionato nel catalogo.
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