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Christoffel van den Berghe Mazzo di fiori in un vaso di terracotta blu dal corpo panciuto Olio su rame. 35,7 x 28,6 cm. Perizia K. Ertz, Lingen, 15/12/1996. Provenienza Collezione E. Ehlers, C. G. Boerner, Lipsia, 1930. - Collezione privata belga, 1985. - Guttmann Galleries. - Collezione privata belga. Van den Berghe affronta il classico motivo della natura morta floreale con grande originalità. La sua composizione non segue un ordine rigorosamente strutturato: i singoli fiori si distinguono per la loro spiccata individualità e si uniscono in una composizione volutamente vivace, dall’effetto quasi casuale. Allo stesso tempo, l’opera racconta della caducità. Alcuni fiori si stanno già piegando sotto il proprio peso, rami caduti giacciono sul piano del tavolo. Tra i fiori compaiono farfalle e una mosca, mentre un coleottero striscia lungo la base del vaso. I diversi stadi di fioritura, decadimento e vita animale conferiscono alla natura morta una dimensione vanitas dalle molteplici sfaccettature e rendono immediatamente tangibile la finitezza di ogni forma di vita. Il vaso blu costituisce un efficace contrappunto a questa vivace varietà. Il suo decorazione geometrica, eseguita con grande precisione, conferisce un accento chiaro e prezioso e testimonia l’interesse di Van den Berghe per forme e superfici insolite. Klaus Ertz data l’opera intorno al 1620 e la mette in relazione con diverse altre nature morte floreali dell’artista, tra cui il «Mazzo di fiori in un vaso a protuberanze» firmato e datato conservato al Philadelphia Museum of Art (fig. 1, Collezione John G. Johnson, n. inv. 648), nonché al «Mazzo di fiori in un vaso a protuberanze» della Collezione Hildebrandt. Per immagini di confronto si rimanda al catalogo cartaceo e alla versione in formato PDF.
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