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Svevia, seconda metà del XV secolo / primi anni del XVI secolo. Madonna della Mezzaluna Legno di tiglio con resti di diverse verniciature colorate, in gran parte ricoperte, in particolare nella carnagione. Intagliata a tre quarti di cerchio, appiattita sul retro e profondamente scavata. La fioritura a croce sul retro della corona è andata perduta; ne è stata aggiunta un’altra. Presenta una fessura verticale sul lato anteriore con un rinforzo più antico inserito sopra l’orlo della veste. Altezza 139 cm. Provenienza Collezione privata della Germania meridionale, acquistata nel 1984 presso la galleria d’arte Ulf Härtl, Bamberg/Hemhofen. Bibliografia Cfr. cat. Michel Erhart & Jörg Syrlin il Vecchio, Spätgotik in Ulm, Ulm-Stoccarda 2002, n. cat. 69. Questa scultura della Madonna, quasi a grandezza naturale, ben conservata e di grande effetto, rappresenta, sia nella composizione d’insieme che nelle fisionomie e nell’imponente corona di gigli, un’opera tipica del tardo gotico svevo. Con grande certezza, prima della Riforma o della secolarizzazione, era collocata al centro di un altare mariano. Realizzata in una prospettiva frontale e leggermente dal basso, la scultura assume un gradevole contrapposto, con il piede destro in primo piano appoggiato su una falce di luna. Sopra l’abito cinto indossa il mantello tempestato di pietre preziose, la cui fodera blu lascia intravedere una montatura un tempo rossa. Tra le pieghe è riconoscibile con insolita nitidezza l’anatomia della gamba d’appoggio. La punta della scarpa destra poggia sulla falce di luna; con la mano destra tiene il Bambino Gesù, che cerca di afferrare la pera che lei tiene nella mano sinistra. Anche la rappresentazione del Bambino, l’anatomia, la posizione delle gambe e delle braccia, rimandano al modello di Michel Erhart.
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