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Olympia Auctions

15 - LA REGINA FARIDA D'EGITTO (EGIZIANA, 1921-1988)

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£3,600 (€4,318)

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Estimation

£7,000 - 9,000 (€8,300 - 11,000)

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LA REGINA FARIDA D'EGITTO (EGIZIANA, 1921-1988) FIGURE NELL'OSCURITÀ tecnica mista su tela 61 x 47,8 cm (73,3 x 61,1 cm con cornice) L’autenticità di quest’opera è stata confermata da un membro della famiglia dell’artista e sarà inclusa nel prossimo Catalogo Ragionato Proveniente da una collezione privata, Londra Provenienza Dott. Mohammed Said Farsi Acquistata dal suddetto dall’attuale proprietario nel 2013 Nel tessuto della storia egiziana del XX secolo, la vita della regina Farida, nata Safinaz Zulficar, si snoda come una trasformazione struggente da icona prigioniera della regalità a voce libera dell’avanguardia. Sebbene il suo matrimonio con il re Farouk nel 1938 l’avesse consacrata agli occhi dell’opinione pubblica come lo «Smeraldo d’Oriente», furono proprio il divorzio e il successivo esilio a consentirle di affinare una sfaccettatura ben più duratura della sua anima: la sua identità di pittrice. Il suo percorso artistico non è mai stato un semplice passatempo da classe agiata; era un rifugio psicologico. Sotto la guida iniziale di suo zio, il leggendario maestro egiziano Mahmoud Sa'id, Farida sviluppò una sensibilità che coniugava la grandiosità della sua educazione con un’umanità cruda e introspettiva. Quando la Rivoluzione del 1952 smantellò definitivamente la monarchia, lei barattò il soffocante galateo del Palazzo Abdeen con gli studi bohémien di Parigi e Beirut. Fu qui, spogliata della sua corona ma avvolta nei colori vivaci del suo retaggio, che Farida trovò davvero il suo regno. La sua prosa sulla tela era scritta di luce e ombra. La sua opera si ispirava fortemente a un impressionismo lirico, caratterizzato da un profondo senso di nostalgia. Spesso dipingeva il paesaggio egiziano a memoria, con pennellate che catturavano l’umidità nebbiosa e dorata del Nilo e la geometria ritmica dei dervisci sufi nel pieno della loro danza. Questi soggetti non erano solo motivi culturali; erano manifestazioni della sua ricerca di equilibrio spirituale e un modo per colmare la distanza tra il suo esilio europeo e la terra che rimaneva la sua più grande musa. Negli ultimi anni della sua vita, il ritorno di Farida al Cairo segnò un trionfo silenzioso. Non era più vista attraverso la lente della tragedia politica, ma come una collega rispettata tra l’élite artistica egiziana. La sua eredità rimane una testimonianza dell’idea che titolo e status siano temporanei, mentre lo spirito creativo, una volta liberato dai pesi, è sovrano. Morì nel 1988, lasciando dietro di sé un corpus di opere che funge da ponte vivido e colorato tra il mondo ormai scomparso dei pascià e il battito persistente dell’arte egiziana moderna. Le opere della regina Farida sono state esposte in numerose mostre, da ultimo alla Liwan Gallery del Cairo nel 2025 insieme a quelle di sua nipote Yasmine Perreten. Le opere dell’artista fanno parte delle collezioni del Mathaf: Museo Arabo di Arte Moderna (Doha, Qatar), del Museo della Regina Farida / Galleria Al-Shumu’a (Maadi, Il Cairo), del Museo delle Belle Arti di Alessandria (Alessandria d’Egitto), del Museo Nazionale della Civiltà Egizia (Il Cairo, Egitto), Museo Reale dei Gioielli (Alessandria d’Egitto), nella collezione privata di Janet Gaynor e Paul Gregory (Stati Uniti) e in varie collezioni private (Parigi, Zurigo e Beirut).

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Auction details

Arte africana e mediorientale moderna e contemporanea
Wednesday, November 11
12:00 PM
25 Blythe Road
W14 0PD Londres, United Kingdom

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