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‡ MAHMOUD MOUSSA (EGIZIANO 1913-2003) BAMBINA SEDUTA CON I CAPELLI SCIOLTI firmata M. Moussa in arabo sul retro calco postumo in pietra artificiale altezza: 30 cm edizione 2/6 Proveniente da una collezione privata, Alessandria L’autenticità di quest’opera è stata confermata dalla famiglia dell’artista Provenienza Atelier dell’artista Da lì, per successione, all’attuale proprietario Mahmoud Moussa è stato uno dei principali scultori egiziani di seconda generazione, la cui opera ha saputo unire le antiche tradizioni visive egizie a scene moderne e intime della vita quotidiana. Nato ad Alessandria, Moussa iniziò a scolpire all’età di 13 anni, occupandosi della decorazione di facciate e della realizzazione di lapidi in marmo. Frequentò corsi serali di arte, ebbe come mentore lo scultore Mahmoud Mokhtar e nel 1933 si trasferì al Cairo. Dal 1940 in poi si dedicò alla produzione artistica indipendente e in seguito insegnò scultura diretta su pietra presso la Facoltà di Belle Arti di Alessandria. L’opera di Moussa traeva ispirazione dall’arte dell’antico Egitto e si allineava al movimento artistico neofaraonico. Questo tipo di arte vide la prima generazione di artisti egiziani moderni fondere le tradizioni artistiche occidentali, apprese durante gli studi in Europa, con elementi dell’antico Egitto al fine di ripensarne l’estetica e dare vita a un nuovo stile nazionale. Mahmoud Moukhtar, insieme ad altri artisti come Mohamed Naghi (1888-1956) e Mahmoud Said (1897-1964), gettò le basi per l’estetica neofaraonica negli anni ’20. Nella costante ricerca della vera rappresentazione dell’Egitto, essi intrecciarono l’iconografia dell’antico Egitto con rappresentazioni realistiche della realtà rurale contemporanea. La figura del contadino divenne un soggetto centrale in questa ricerca, poiché era percepita come immune al cambiamento nel tempo. Essa incarnava l’idea moderna di collegare il passato con il presente. Utilizzando materiali quali granito, marmo, gesso, argilla, terracotta, legno e pietra artificiale, le sculture di Moussa sono note per le loro forme compatte, l’espressività sobria e le influenze delle tecniche dell’antico Egitto. Tra i suoi soggetti ricorrenti figurano famiglie, bambini, contadini, gatti, capre e altri aspetti della vita popolare e domestica. Moussa ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui una borsa di studio per un periodo sabbatico concessa dal Ministero della Cultura, il primo premio nella sezione egiziana della Biennale di Alessandria del 1963 e un premio al Simposio Internazionale di Assuan del 2001. Ha rappresentato l’Egitto a livello internazionale, tra cui alla Biennale di Venezia, e ha realizzato importanti opere pubbliche in Egitto, Italia ed ex Jugoslavia. Le sue opere sono conservate presso istituzioni in Egitto, Qatar, Libano ed Emirati Arabi Uniti, e sono state vendute tramite Christie’s, Sotheby’s e Bonhams.
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