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Hermann Historica

864 - Una ciotola d’oro riccamente decorata con elementi dell’arte neobabilonese e neoassira; vaso rituale proveniente da una corte reale, prima metà del VI secolo a.C.

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Una ciotola d’oro riccamente decorata con elementi dell’arte neobabilonese e neoassira; vaso rituale proveniente da una corte reale, prima metà del VI secolo a.C. Ciotola rotonda a pareti spesse, diametro 12,6 cm, la cui parete a forma di calotta, completamente arrotondata e priva di fondo, è leggermente meno bombata nella parte centrale inferiore rispetto alle zone esterne più ripide sotto il bordo superiore. Altezza 5 cm. Il bordo esterno è nettamente ispessito e presenta una brusca brusura; nella parte superiore è piatto, mentre al di sotto è leggermente rientrante verso la parete. Sulla parete esterna, appena sotto il bordo, un campo decorativo delimitato in alto e in basso da due linee incise parallele che corrono tutt’intorno, con motivi floreali e figurativi di animali realizzati con tecnica a punzonatura e incisione; un motivo ripetuto composto da due sequenze identiche. Una sequenza è composta da tre fiori chiusi, tra i quali è collocata una palmetta a cinque petali, dalla quale spuntano in basso due steli arrotolati verso l’esterno, che con la loro spirale toccano i fiori chiusi sul bordo inferiore. Uno stelo simile si trova all’inizio e alla fine degli elementi floreali della sequenza. Tuttavia, esso non sfocia in una palmetta, bensì in un fiore nettamente più piccolo, ma semiaperto. A seguito del fiore destro, semiaperto, è punzonato e inciso un leone che avanza verso destra con la coda arrotolata verso l’alto. La criniera è rappresentata da una tratteggiatura in senso opposto, le orecchie sono aderenti e la bocca spalancata. Ulteriori dettagli anatomici, come gli occhi o le parti muscolari in rilievo, sono rappresentati mediante punzonatura. All’interno della coppa, al centro, si trova una rosetta a dodici petali, anch’essa punzonata e incisa, i cui petali si irradiano dal centro della coppa. Le estremità arrotondate delle foglie sono incorniciate all’esterno da archi paralleli. Sotto il motivo a rosetta sporgono quattro corti steli disposti a croce, che all’estremità recano fiori semiaperti come nel motivo ripetuto esterno. Lo spessore del materiale varia tra 0,6 e 4,5 mm, cosa che tuttavia non è visivamente percepibile. Sul bordo della ciotola, a una distanza di 6,5 cm, sono presenti due crepe verticali (3,2 cm e 1,5 cm). Dalla crepa più grande si dirama un’altra crepa trasversale. Inoltre, sulla superficie sono presenti diversi piccoli “difetti”, in parte dovuti alla tecnica di fabbricazione, in parte a segni di usura e lievi danni: minuscole screpolature, crepe, fessure e graffi, soprattutto sul lato esterno nella zona della fascia decorativa. I segni di usura antichi si distinguono chiaramente dai graffi moderni. Inoltre, sul vaso è presente, in modo parziale e a chiazze, una patina rossastra, un deposito naturale o una diffusione di ferro dal terreno nella superficie dorata; un ulteriore indizio dell’autenticità dell’oggetto. La tecnica di produzione e la composizione dei materiali sono insolite. Le analisi archeometriche hanno ipotizzato una produzione a partire da un amalgama d’oro in uno stampo negativo, soprattutto in considerazione dell’elevato contenuto di mercurio nella lega (superiore al 10%), dell’1% di argento e di una percentuale di oro pari a quasi l’87%, in analogia con l’uso di stampi negativi per prodotti in vetro di alta qualità dello stesso periodo. Le amalgame d’oro sono già state verificate su oggetti provenienti dall’Eurasia; tuttavia, in mancanza di analisi su oggetti in oro dell’antico Oriente, la loro diffusione è finora dimostrabile solo in modo frammentario. Dal punto di vista storico-culturale, la coppa rappresenta un esempio tardivo delle coppe metalliche dell’antico Oriente del tipo 1E secondo la classificazione di P.H.G.H. Smith (1986), che risale già alla metà del II millennio a.C. Tuttavia, un’analisi storico-artistica degli elementi ornamentali, messa in relazione con opere d’arte contemporanee, indica chiaramente una datazione nella prima metà del VI secolo a.C., tra cui le sculture in avorio dell’epoca o i rivestimenti murali della Via della Processione e della facciata della Sala del Trono del Palazzo Reale nella Rocca Meridionale di Babilonia (entrambi del VI secolo a.C.). Il peso di 251,2 g corrisponde abbastanza precisamente a mezza «mina» (250 g). In effetti, i testi contemporanei in scrittura cuneiforme menzionano più volte questo peso per i recipienti d’oro. A causa della sua datazione tardiva, la coppa è l’unico esemplare finora noto di questo periodo tardo, dal quale sono comunque noti pochissimi oggetti in oro, e che corrisponde cronologicamente all’ultimo periodo di splendore dell’Impero neobabilonese. Il contesto di ritrovamento sconosciuto e il carattere ibrido, con una lavorazione degli ornamenti che attinge alle tradizioni neoassira, neobabilonese e nordsiriana, rendono la precisa attribuzione regionale e storica oggetto di speculazioni. In ogni caso, la coppa appartiene all’ambiente di una corte reale, dove la caccia al leone rappresentava un privilegio regale, che in molteplici forme è oggetto di autoaffermazione dei sovrani, tra l’altro su oggetti d’arte di grandi e piccole dimensioni. Nel contesto

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Auction details

Arte, oggetti d'antiquariato e pezzi d'epoca - II
Tuesday, November 17
10:00 AM
Bretonischer Ring 3
85630 Grasbrunn, Germany

Auction house

Hermann Historica +49 8 95 47 26 490 contact@hermann-historica.com
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