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HÜE (François). Lettera firmata indirizzata a Frédéric Fuzier, primo sostituto del procuratore del re presso il tribunale di Privas. Parigi, 5 novembre 1814. 1 p. in-4 stampata con aggiunte manoscritte, intestazione stampata «Décoration du Lys». «Ho l’onore di informarla, Signor, che il re ha degnato di concederle il Giglio; lei è pertanto autorizzato a fregiarsene...» FEDELE SERVITORE DELLA CORONA ANCHE IN ESILIO, FRANÇOIS HÜE (1757-1819) fu dapprima usciere della camera del re (1787) e poi primo valletto del Delfino (1791). Si dimostrò un uomo di fiducia nei momenti di crisi, dando prova di coraggio e dedizione, in particolare durante le giornate insurrezionali del 20 giugno e del 10 agosto 1792. Mantenne una corrispondenza con il re e la regina, prigionieri al Temple, il che gli valse di essere a sua volta incarcerato due volte, nel 1792 e nel 1794. Fu poi autorizzato dal Direttorio ad accompagnare Madame Élisabeth in Austria, nell’ambito di uno scambio, e rimase poi al suo fianco a Vienna e a Mittau, dove ella sposò il duca d’Angoulême. Servì quindi la coppia come commissario generale della loro casa, svolgendo nel frattempo una pericolosa missione per Luigi XVIII ad Amburgo. Tornato a Parigi con la famiglia reale nel 1814, nel marzo 1815 fu incaricato di mettere al sicuro fuori dalla Francia i diamanti della Corona. Durante la seconda Restaurazione, riprese le sue funzioni di valletto di camera del re, alle quali furono aggiunte quelle di tesoriere generale della Casa militare e del Dominio privato – fu nominato barone ereditario nel 1818. Nel 1808 pubblicò a Londra un famoso libro di memorie, *Gli ultimi anni del regno e della vita di Luigi XVI*.
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