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GIONO (Jean), 1895-1970. Lettera autografa “Jean Giono”, [Manosque, 11 giugno 1934 secondo il timbro postale; una data «giugno 1935» è stata aggiunta a mano, a quanto pare per errore, in alto a sinistra della prima pagina della lettera], 2 pp. in-4 con busta, indirizzata a Louis Brun, direttore delle edizioni Bernard Grasset. Ringrazia il suo corrispondente per l’assegno e gli chiede un furgoncino per venire a prendere le due giare «estremamente rare» che si trovano nel suo giardino. Purtroppo non potrà recarsi a Beauvallon a causa di una dolorosa ferita alla caviglia. «[...] Eppure continuo a correggere. Sto sistemando l’album fotografico. Sarà, tra testo e foto, qualcosa che nessuno avrà mai visto. Una formula nuova che ho inventato poco a poco e che credo nessuno potrà tenere tra le mani senza essere profondamente strappato da se stesso. È fatto con il cuore, lo sai; ma credo che ormai sia abbastanza dimostrato che una cosa fatta con il cuore abbia anche qualità commerciali indiscutibili. È, se vuoi, una ‘Angèle senza Pagnol’. Per il titolo, non so ancora! Atlante delle Colline? Atlante per le passeggiate attraverso i campi? Atlante di terre sconosciute? Insomma, mille altri.”” In un post scriptum chiede a L. Brun cosa abbia in programma per l’ufficio stampa ””[...] Non ho mai avuto tante scuse come questa volta per non andare a Parigi. Se temi che si arrabbino, diciamo che sono ferito, il che è vero [...] Dovremmo fare delle cartoline. Mi dà fastidio firmare i fogli.”” Già nel 1933, Giono aveva accolto a Manosque la coppia di rifugiati tedeschi Ruth e Walter Gerull-Kardas, pittrice e fotografo. Per aiutarli materialmente, si offrì di fornire un testo per l’album fotografico di Kardas dedicato ai paesaggi e alle persone del suo mondo. Il progetto assunse progressivamente maggiore importanza fino alla sua pubblicazione da parte di Grasset nel giugno 1936 con il titolo «Les Vraies Richesses». Il testo di Giono è accompagnato da 112 fotografie in eliogravura di Walter Gerull-Kardas. D’altra parte, Marcel Pagnol stava allora preparando «Angèle», il suo adattamento cinematografico del romanzo di Giono «Un de Baumugnes», che sarà presentato a Marsiglia il 28 settembre 1934. Giono immagina quindi insieme a Kardas «un altro modo di tradurre la propria opera in immagini, senza ricorrere al cinema né all’interpretazione di Pagnol»: i luoghi, i paesaggi e i personaggi del suo mondo romanzesco fotografati direttamente. La lettera costituisce così una testimonianza molto interessante sulla genesi, due anni prima della sua pubblicazione, di uno dei libri più singolari di Giono, grazie al dialogo tra testo e fotografia.
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