To modify your purchase order,
contact the auction house.
The reserve price is the minimum price accepted by the seller. Bidders cannot see this price. To win an item, you must place the highest bid and meet or exceed the reserve price.
Registrations are closed for this sale. You cannot place a bid.
The converted amounts are provided for informational purposes only. Only the currency determined for the sale by the auction house is binding. You can select a different currency by going to the "Preferences" page in your profile.
Fees including the auction house's fees and the platform's fees. For further details, please refer to the auction house's General Terms and Conditions of Sale.
BRETON (André), 1896-1966. Lettera autografa “André Breton”, Parigi, 26 febbraio 1954, 1 p. e ½ in-4 grande. Interessante lettera sul clamoroso “caso del mammut” della grotta di Pech-Merle e sui dubbi di Breton riguardo all’autenticità di alcune pitture preistoriche. Il 24 luglio 1952, durante una visita alla grotta di Pech-Merle, a Cabrerets (Lot), André Breton aveva passato il dito sulla proboscide di un mammut dipinto sulla parete, di cui metteva in dubbio l’antichità. Poiché il tratto si era in parte cancellato, ne nacque un violento alterco con Abel Bessac, deputato del Lot e marito della concessionaria della grotta. Perseguito per danneggiamento di un monumento storico, Breton fu condannato dal tribunale di Cahors alla fine del 1953. Il caso ebbe grande risonanza e suscitò una polemica che oppose in particolare scrittori e preistorici. Qualche mese dopo il processo, Breton ringrazia qui il suo corrispondente per avergli trasmesso una testimonianza che, assicura, avrebbe notevolmente rafforzato la sua difesa: «Se solo avessi potuto disporre prima della sua testimonianza. L’intero andamento di questo processo ne sarebbe stato modificato». Egli rivela che diverse persone in grado di testimoniare non erano state citate, in particolare riguardo ad alcuni «abbellimenti» della grotta di Pech-Merle e alla «fissazione di stalagmiti utilizzando i frammenti di stalattiti che ricoprivano il suolo»". Breton spiega così di aver dovuto adottare in tribunale una linea difensiva prudente, presentando il proprio gesto come «di natura puramente riflessiva» ed evitando di mettere direttamente in discussione l’autenticità delle pitture. Tale prudenza gli avrebbe permesso, a suo avviso, di «non cavarsela così facilmente». Dopo l’esposizione dei fatti, la seconda parte della lettera si sposta verso considerazioni di carattere più artistico. La testimonianza del suo corrispondente viene a «corroborare in modo molto prezioso [il suo] sentimento»: Breton mette in relazione la contemplazione prolungata delle pareti rocciose con la comparsa di immagini fortuite, fenomeno che associa a Leonardo da Vinci e a Piero di Cosimo. Infine, contrappone i complessi parietali di cui non contesta affatto l’autenticità, Altamira e Font-de-Gaume, a quelli di Cabrerets: «Il minimo che si possa dire è che quelli di Cabrerets, dal punto di vista artistico, conquistano meno rapidamente l’adesione»."
Delivery is optional. You can use the carrier of your choice. The stated price does not include the lot price or the auction house fees.