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Tre fogli provenienti da un Libro d’Ore italiano eccezionalmente antico, uno dei quali con un’iniziale istoriata, in latino, da un manoscritto su pergamena, [Italia (Napoli), molto probabilmente fine degli anni ’60 o ’70 del XIV secolo], tre fogli singoli, uno dei quali con una grande iniziale “I” (inizio «In illo tempore recumbentibus …», Marco 16:14) che racchiude un ritratto a figura intera di Cristo all’interno di una semplice cornice blu, verde e rossa su un ampio fondo d’oro brunito, il tutto con bordi decorati da fogliame colorato o forme geometriche con spazi interstiziali riempiti d’oro e circondati da grandi bezanti (due fogli con bordi su due o tre lati, uno con bordo completo), che racchiudono una figura umana in piedi con una tunica arancione, una minuscola figura nuda appesa al fogliame, un uccello blu con un’ala arancione e una piccola creatura simile a un gatto; il foglio con il bordo completo presenta anche uno stemma (diviso in due parti, d'azzurro e di rosso) al centro del bas-de-page e in ciascun angolo; due grandi iniziali in tonalità di blu e rosa che racchiudono rami di fogliame su sfondi d’oro brunito e bordate da cornici colorate; testo in un’unica colonna di 11 righe in corsivo italiano angolare, con numerosi ornamenti calligrafici, sbiadito ai bordi, alcuni segni di usura, screpolature e perdite di oro e vernice, rifilato ai bordi con piccole perdite nella decorazione del bordo in corrispondenza di tali punti, scurimento dovuto a un precedente montaggio lungo i bordi del retro; nel complesso in condizioni discrete e presentabili, ogni foglio misura circa 126 x 93 mm; montati insieme su un cartoncino con piccole strisce di carta *** Pochissimi Libri d’Ore risalgono al XIV secolo, e tra quelli esistenti, gli esemplari italiani, o anche le singole fogli, sono tra i più rari. I fogli qui presentati provengono da un gruppo di dieci fogli, tra cui due miniature, un tempo appartenuti alla collezione di Esther Rosenbaum (morta nel 1980), dirigente pubblicitaria di Chicago; queste sono state vendute insieme da Sotheby’s il 25 aprile 1983, come lotto 101, mentre un’altra pagina di quel gruppo, recante lo stesso stemma, è riapparsa nella nostra asta del 3 dicembre 2025, lotto 35. La riscoperta delle presenti fogli ha precisato la datazione del codice originario e ha rafforzato l’impressione che gli artisti qui presenti fossero seguaci tardivi dell’influente bottega di Cristoforo Orimina, pittore di corte di Roberto di Napoli (1276-1343) e Giovanna I di Napoli (1325-82). Ringraziamo la professoressa F. Manzari per la gentile assistenza nella catalogazione di queste fogli e segnaliamo la sua imminente pubblicazione delle stesse nell’importante rassegna online dedicata ai Libri d’Ore italiani.
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