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Scrivania da signora di Johann Reimann (1767/70 - 1834) Mogano, palissandro, ebano e tasso impiallacciati su legno tenero; bronzo dorato a fuoco. Scrivania a cilindro con ampio cassetto perimetrale che, una volta estratto, apre il cilindro. Ampio vano centrale con quattro colonne, affiancato da tre cassetti su ciascun lato. Poggiata su gambe artisticamente ricurve attorno a una colonna centrale, collegate da una traversa centrale con cesto superiore ovale. All’interno del cilindro, etichetta adesiva con la scritta «Realizzata da Johann Reimann, cittadino di classe K: maestro falegname a Vienna il 1° gennaio 1803». Sotto un cassetto, un’etichetta adesiva con il numero di inventario: «No. 493. / K:T:T: / m.». Frattura in una delle traverse sotto il cestino. A 96,5, L 75, P 46,5 cm. Vienna, 1803. Questo straordinario mobile da scrittura viennese affascina per la fragile e raffinata struttura delle sue gambe. Anche per i materiali utilizzati si distingue come prodotto eccezionale dell’arte mobiliare viennese dell’inizio del XIX secolo. Sono stati pubblicati tre esemplari di riferimento: uno si trova oggi all’Universalmuseum Joanneum di Graz, opera di Benedikt Holl; un altro, anch’esso di Holl, impreziosito da guazzi di Balthasar Wigand, andò perduto durante la guerra dal MAK di Vienna. Il terzo fu realizzato dall’ebanista viennese Engelbert Schiedermeyer; oggi si trova nel castello di Schwetzingen. Il mobile qui offerto è stato realizzato molto prima di queste tre scrivanie, precisamente nel 1803. È possibile che Johann Reimann si sia ispirato a un progetto di Thomas Sheraton, la cui opera fu pubblicata anch’essa nel 1803. Il viennese Johann Reimann era un «ebanista di galanteria» qualificato; al più tardi poco prima della sua morte, avvenuta nel 1834, poté fregiarsi del titolo di «maestro ebanista di corte imperiale e reale». Questo lotto contiene materiali di origine animale che ne impediscono l’esportazione verso paesi al di fuori dell’UE. Provenienza Precedentemente di proprietà privata a Varsavia. Bibliografia Cfr. Himmelheber, Biedermeiermöbel, Düsseldorf 1978, figg. 30 e 34. Questo oggetto è stato realizzato utilizzando materiali per i quali, in caso di esportazione verso paesi al di fuori dell’UE, è necessaria un’autorizzazione ai sensi della Convenzione CITES. Si fa presente che, di norma, tale autorizzazione non viene concessa.
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