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Bordo fiorentino con l’Annunciazione Tessuto lampas in seta tinta. Due frammenti uniti tra loro. A 91,5, L 32,2 cm, ripetizione del motivo: A 19 cm ciascuno. Inizio del XVI secolo. Sebbene il periodo di massimo splendore della tessitura della seta fiorentina ricada nel Rinascimento, la città vanta una tradizione nella lavorazione della seta altrettanto antica quanto quella di Lucca e Venezia. La corporazione «Arte di Por Santa Maria» ne regolava già la produzione nel XIII secolo. Nel corso del XV secolo, la tessitura e il commercio della seta si svilupparono fino a diventare un importante settore economico a Firenze. Erano in funzione quasi 7.000 telai, con circa 16.000 lavoratori. I preziosi tessuti venivano esportati sia nelle metropoli europee che in Oriente. I nastri fiorentini rappresentano una particolarità tra i prodotti dei tessitori di seta fiorentini del XV e dell’inizio del XVI secolo. La loro decorazione figurativa li distingueva dai tessuti, per lo più di carattere ornamentale. Di norma venivano raffigurate scene sacre nello stile della pittura contemporanea. La denominazione di «bordatura» è in un certo senso fuorviante, in quanto il motivo ripetuto veniva tessuto longitudinalmente e poi tagliato in strisce strette, in modo che i teli potessero essere utilizzati come rifiniture per i paramenti sacri. Frammenti di una bordatura identica o simile si trovano presso la Fondazione Abegg a Riggisberg, n. inv. 333a-e, al Museo delle Arti Applicate di Colonia, n. inv. D 547 e D 551, al Museo Nazionale Bavarese, n. inv. 65/261 e 65/260, e presso il Museo delle Arti Applicate di Vienna, n. inv. T 3180-1. È plausibile che tutti questi oggetti siano stati realizzati nella stessa bottega. Bibliografia Cfr. Wetter, Tessuti medievali III. Ricami fino al 1500 circa e passamanerie tessute con motivi figurativi, I tessuti della Fondazione Abegg, vol. 6, Riggisberg 2012, n. cat. 57.
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