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November 13 | 11:00 AM
Roseberys

60 - Proveniente dalla collezione privata di Sybil Maitland Salvin Calverley (1866-1925) e da allora tramandata per via ereditaria. Lotti 59-62

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£14,000 (€16,720)

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Estimation

£20,000 - 25,000 (€23,000 - 30,000)

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Proveniente dalla collezione privata di Sybil Maitland Salvin Calverley (1866-1925) e da allora tramandata per via ereditaria. Lotti 59-62 Rara brocca (surahi) in ceramica di Iznik Turchia ottomana, 1570-80 circa Con corpo a forma di goccia che si eleva fino a un pomello sotto l’imboccatura svasata; il corpo, di un bianco brillante, è decorato con rose rosse a spirale, giacinti blu e rametti floreali rossi, con pannelli allungati di cobalto e turchese contornati di nero su entrambi i lati di un pomello turchese; il piede e la sezione superiore svasata presentano restauri a fuoco, 44 cm di altezza Sybil Maitland Salvin (1866-1925) era la figlia maggiore dell’ornitologo Osbert Salvin (1835-1898), noto soprattutto per essere stato coautore di *Biologia Centrali-Americana*, un’enciclopedia in 63volumi sulla storia naturale dell’America Centrale, insieme al rinomato collezionista di ceramiche di Iznik Frederick DuCane Godman (1834-1919), la cui collezione di 600 pezzi, lasciata in eredità dalle figlie nel 1982, costituisce la base della collezione di ceramiche islamiche del British Museum. I due uomini si incontrarono al Trinity College di Oxford nel 1853 e divennero amici e collaboratori per tutta la vita; alcune delle tavole botaniche furono dipinte dalla moglie di Salvin. Godman e Salvin raccolsero inoltre numerosi esemplari di uccelli e farfalle, donati al British Museum nel 1885, tra cui quasi 520.000 pelli di uccelli. L’Unione degli Ornitologi Britannici istituì la Medaglia Godman-Salvin per i contributi all’ornitologia, mentre un monumento commemorativo dedicato a Godman e Salvin fu realizzato ed è esposto al Museo di Storia Naturale. Nel 1893 Sybil Salvin sposò Edmund Leveson Calverley (1864-1940) e ebbe quattro figli. La famiglia si trasferì dapprima in Sudafrica e poi, nel 1912, in Canada, dove si stabilì. Edmund tornò in Inghilterra poco dopo, ma il resto della famiglia rimase. La famiglia non nutriva un particolare interesse per il collezionismo, sebbene la figlia di Sybil, Amice Calverley, fosse sia compositrice musicale che egittologa, e avesse svolto un ruolo fondamentale nella documentazione e nella pubblicazione delle decorazioni del tempio del re Sethos I ad Abydos. Nel 1924, un anno prima della sua morte, Sybil Salvin Calverley tornò in Inghilterra e donò ceramiche islamiche al Fitzwilliam Museum di Cambridge a nome del marito, come «Mrs E.L. Calverley, tra cui una meravigliosa piastrella di Iznik (C.41-1924), una piastrella decorativa di Iznik (C.42-1924), un piatto cinese blu e bianco di Xangxi (C.37-1924), una piastrella ilkhanide dipinta a lustro (C.43-1924) e una ciotola ispano-moresca a lustro (C.39-1924), molto simile al nostro Lotto 59. Sembra molto probabile che Sylvia Salvin Calverley abbia ereditato il nostro surahi, il boccale, la fiaschetta e la ciotola come parte di una più ampia collezione di ceramiche da suo padre, il quale a sua volta li aveva acquisiti tramite Godman, oppure che Sybil, in quanto figlia maggiore, fosse la figlioccia di Godman e li abbia ereditati direttamente da lui. Godman morì nel 1919, ben 20 anni dopo Osbert, e sembra altamente probabile che abbia lasciato le ceramiche a Sybil. I documenti d’archivio della famiglia Salvin conservati presso l’Università di Durham rivelano che Frederick DuCane Godman compare in cinque documenti relativi al matrimonio delle famiglie Salvin ed era significativamente coinvolto nelle loro finanze così come nelle loro vite personali. Possiamo essere certi del coinvolgimento di Godman nell’acquisizione delle presenti ceramiche di Iznik da parte della famiglia Salvin-Calverley. È impossibile parlare dei collezionisti in questo ambito senza menzionare Frederick DuCane Godman. Fu uno dei più prolifici collezionisti britannici di ceramiche di Iznik, rappresentante della seconda generazione di collezionisti, che seguì quella di Louis Huth e altri. Iniziò la sua collezione nel 1865, forse ispirato dalla sua visita a Costantinopoli del 1854 quando era studente, ma forse anche in seguito alla mostra temporanea del South Kensington Museum del 1862, menzionata nell’introduzione. Finì per mettere insieme una collezione eccezionale di 144 pezzi di Iznik. Sebbene le ceramiche di Iznik fossero già apprezzate come rarità esotiche nelle collezioni occidentali prima di quella data, Godman fu il primo ad affrontare l’argomento con l’occhio attento del collezionista enciclopedico, ricercando solo i migliori esemplari di ogni tipo. Fu proprio Godman a scoprire la brocca blu e bianca recante la data 1510 e il luogo Kutahya, che definì il cosiddetto gruppo «Kutahya». L’acquisto da parte sua di una ciotola con iscrizioni in turco convinse Sir Wollaston Franks delle origini turche delle ceramiche di Iznik, che fino ad allora erano state universalmente descritte come oggetti “persiani”. Godman contribuì in modo determinante alla mostra del 1907 intitolata “Faience of Persia and the Nearer East” (Maioliche della Persia e del Vicino Oriente) tenutasi al Burlington Fine Arts Club. In seguito diversificò la sua collezione includendo ceramiche ispano-moresche e piastrelle lustrate. La bottiglia di Iznik presenta una forma rara. Il pomello al centro del collo è un elemento indicativo dell’influenza dell’arte orafa, assente nelle prime bottiglie di Iznik. Esistono anche due bottiglie leggermente più piccole con disegni simili, entrambe provenienti dalla Collezione Godman e ora conservate al British Museum (Nurhan Atasoy e Julian Raby, *Iznik, the Pottery of Ottoman Turkey*, Londra, 1989, tav. 728 e 729). L’esemplare in questione riesce a trasmettere un grande senso di movimento, con il saz che ondeggia

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Auction details

Antichità, arte islamica e indiana
Friday, November 13
11:00 AM
70/76 Knights Hill, West Norwood
SE27 0JD London, United Kingdom
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Auction house

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