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Set di tre mortai risalenti alla fine del XVIII secolo e all’inizio del XX secolo. Bronzo. Dimensioni: da 9,5 x 14 cm a 11 x 13 cm. Provenienza: eredità di Ramon Martí Alsina e Ricard Martí Aguiló. Collezione artistica e patrimoniale che trae origine dall’eredità dei pittori catalani Ramon Martí Alsina (1826–1894), figura di spicco del Realismo catalano del XIX secolo, e di suo figlio Ricard Martí Aguiló (1857–1935). Trasmessa e arricchita nel corso delle generazioni successive, la collezione riunisce opere provenienti dai fondi originali di entrambi gli artisti insieme ad acquisizioni effettuate dai loro discendenti. Impegnati a preservare e valorizzare l’eredità di famiglia, i discendenti hanno attivamente riacquistato le opere dei pittori man mano che queste venivano immesse sul mercato, ampliando progressivamente la collezione fino a includere dipinti, sculture, reperti archeologici e altri oggetti di rilevanza artistica e storica. Set di tre mortai realizzati interamente in bronzo, un materiale resistente e stabile, particolarmente adatto alla fabbricazione di questo tipo di utensile. Le coppe sono decorate con nervature, tra le quali si trovano incavi con rilievi fusi in stampo raffiguranti volti femminili e maschili di varie dimensioni. Le aperture presentano una forma svasata, tipica di questo genere di oggetti. Ogni mortaio è accompagnato dal relativo manico, decorato con modanature lisce che si allargano alla base. Gli antichi libri di cucina contengono un gran numero di ricette basate sull’uso del mortaio, un utensile che, sebbene oggi sia usato raramente, un tempo era così versatile che ogni cucina ne possedeva una grande varietà: dai più grandi, utilizzati per pestare carne e verdure, ai più piccoli, impiegati per macinare le spezie. Già nell’antichità esistevano grandi mortai in bronzo per frantumare e mescolare marmo o calce, utilizzati per la produzione di leganti edili o intonaci, come lo stucco. Il poeta romano Giovenale ne parlò in alcuni scritti sulla preparazione dei medicamenti, a testimonianza del precoce impiego di questo strumento nelle botteghe dei farmacisti. L’antichità dei mortai è inoltre molto ben documentata in alcune opere della letteratura antica, come il Papiro egizio di Ebers, che risale al 1550 a.C. ed è considerato uno dei più antichi testi medici dell’Antico Egitto. Se ne fa menzione anche nell’Antico Testamento. I mortai di buona qualità devono essere pesanti o realizzati con materiali resistenti per sopportare una pestatura prolungata e ridurre così le sostanze in polvere. Il mortaio non può essere fragile, poiché si romperebbe durante il processo di macinazione. Il materiale deve inoltre essere coesivo, in modo che la sua superficie non si consumi e non si mescoli con gli ingredienti.
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