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IVAN LEHUTSKYI (regione di Donetsk, Ucraina, 1961). "Revelation", 2025. Acrilico su tela. Certificato di autenticità incluso. Dimensioni: 97 × 79 cm. In “Revelation”, Lehutskyi orienta la sua esplorazione verso il regno psicologico dell’individuo e, in particolare, verso ciò che rimane nascosto sotto un’identità apparentemente stabile. L’opera prende le mosse dal concetto junghiano dell’«Ombra»: quelle sfaccettature della personalità che il soggetto rifiuta o evita di riconoscere, ma la cui integrazione è necessaria per raggiungere una percezione più completa di sé. La composizione è costruita attraverso la sovrapposizione di forme, linee e masse cromatiche che rendono difficile una lettura immediata della figura. Il corpo sembra emergere da strutture frammentate, in una tavolozza in cui convivono blu intensi, tonalità terrose, arancioni e rossi. Questa complessità formale trasmette visivamente la tensione tra il conscio e il rimosso: la figura non è presentata come un’identità fissa, ma piuttosto come un organismo sottoposto a continui processi di trasformazione. Questo concetto si ricollega direttamente alla pratica artistica complessiva dell’artista, incentrata sulla fragilità dell’identità di fronte alle pressioni psicologiche e sociali. Per Lehutskyi, la frammentazione non è semplicemente un espediente artistico, ma una metafora dei meccanismi interni attraverso i quali la paura, il conflitto e il sovraccarico sensoriale alterano la nostra percezione di noi stessi. Ivan Lehutskyi ha studiato all’Istituto d’Arte di Kharkiv dal 1985 al 1990, specializzandosi in Pittura monumentale e decorativa. Nel 1996 ha completato un soggiorno di formazione negli Stati Uniti incentrato sulle vetrate artistiche e, tra il 2002 e il 2023, ha realizzato numerosi progetti professionali nel campo delle vetrate e del mosaico. Durante la pandemia è tornato alla pittura da cavalletto, mezzo attraverso il quale attualmente esplora tematiche legate all’identità, alla vulnerabilità e alla coscienza individuale. Vive e lavora in Spagna, e le sue opere fanno parte delle collezioni della NPK Bank di Kharkiv e del Museo Checkpoint Charlie di Berlino.
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