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Documento di Walther Funk firmato a Norimberga: "Funk non è mai stato nel campo di concentramento di Dachau né in alcun altro campo simile" Documento parzialmente stampato, in tedesco, una pagina, 8 x 12,25, senza data ma risalente al 1946 circa. Il documento reca l’intestazione (tradotta): «Tribunale Militare Internazionale, Richiesta dell’imputato di convocazione di un testimone», redatta durante la preparazione della sua difesa per i processi di Norimberga. Funk e il suo avvocato difensore, Fritz Sauter, richiedono la testimonianza del «dott. Schwedler, direttore della Reichsbank», citando la sua conoscenza dei seguenti fatti: «Questo testimone può confermare che, per anni, è stato costantemente in compagnia dell’imputato Funk, specialmente durante i viaggi (quando viaggiavano insieme), che, in particolare, si occupava anche di tutti i preparativi per i viaggi dell’imputato Funk e che, di conseguenza, può affermare che, per quanto ne sa, Funk non abbia mai visitato un campo di concentramento, e in particolare non quello di Dachau, e che l’imputato Funk non abbia mai preso parte a una conferenza dei ministri delle finanze, ovunque essa si tenesse. Questi fatti sono importanti per la mia difesa per i seguenti motivi: Il testimone dott. Blaha ha dichiarato nella sua deposizione nel presente processo che gli era stato riferito che l’imputato Funk avesse una volta fatto visita al campo di concentramento di Dachau. In realtà, Funk non è mai stato nel campo di concentramento di Dachau né in alcun altro campo simile. Grazie alla testimonianza del testimone sopra citato, il racconto del dottor Blaha può essere scartato e dimostrato falso.” Firmato a penna da Walther Funk al termine del documento. Rinforzato con un foglio di cartoncino leggero e in condizioni da molto buone a ottime; la pulizia professionale ha evidentemente cancellato la data e la firma di Sauter. Questa istanza fu presentata specificatamente per confutare la deposizione del dottor Franz Blaha, un ex detenuto di Dachau che aveva testimoniato di aver sentito dire che Funk avesse visitato il campo una volta. La difesa di Funk sosteneva che Schwedler, in quanto suo compagno costante, si sarebbe accorto immediatamente di una simile visita, e suggeriva inoltre che Blaha avesse confuso Funk con un altro funzionario nazista o si fosse basato su voci inaffidabili. La posta in gioco era alta: la conoscenza da parte di Funk del riciclaggio da parte delle SS di denti d’oro, gioielli e altri oggetti di valore saccheggiati alle vittime dei campi e convogliati alla Reichsbank era al centro della sua accusa, e confutare una visita personale al campo era fondamentale per la sua tesi di negabilità plausibile. Il tribunale non si lasciò convincere. Funk fu condannato per crimini di guerra e crimini contro l’umanità per il suo ampio ruolo istituzionale nello sfruttamento dei territori occupati e nel finanziamento della macchina da guerra nazista, e condannato all’ergastolo.
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