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Giovanni Battista Pittoni (Venezia, 1687-1767) “L’incontro tra Alessandro Magno e Roxana” Olio su tela 31 x 54 cm. Con una pennellata sciolta e fluida, tipica del rococò, in toni delicati e luminosi, questa magnifica ed elegante opera del veneziano Giovanni Battista Pittoni presenta una scena della vita di Alessandro Magno, raffigurante uno dei suoi incontri romantici. Giovanni Battista Pittoni (GBP) fu uno dei più illustri pittori rococò del suo tempo, noto per le sue composizioni eleganti e i colori vivaci. Sebbene abbia realizzato diverse opere sulla vita di Alessandro Magno, *L’incontro tra Alessandro Magno e Roxana* spicca tra i suoi soggetti storici e mitologici, spesso incentrati su episodi d’amore e magnanimità legati al conquistatore. Il dipinto raffigura l’incontro romantico tra Alessandro Magno e Roxana, una principessa battriana che divenne sua moglie. Pittoni cattura questo momento con un tono teatrale e romantico tipico dello stile settecentesco. L’opera si ispira agli antichi resoconti che descrivono il primo ingresso di Alessandro Magno a Babilonia nel 331 a.C., in seguito alla sua vittoria sul re persiano Dario III. Alessandro viene accolto con festeggiamenti e ospitalità, non come un invasore ma come un liberatore. Roxana, conosciuta in battriano come Roshanak, che significa «piccola stella splendente», era la moglie del conquistatore. Era una principessa sogdiana o battriana (proveniente dall’Asia centrale) che Alessandro sposò dopo aver sconfitto Dario III, sovrano dell’Impero achemenide, e aver invaso la Persia. Nacque prima del 347 a.C., sebbene la data esatta rimanga incerta, e fu giustiziata nel 309 a.C. per ordine di Cassandro. In questo dipinto di piccole dimensioni, Roxana appare completamente abbandonata e devota al suo futuro marito, accompagnata dal suo seguito di servitori e con in mano doni e dote. È inginocchiata davanti al suo amato, raffigurato a cavallo, vestito con abiti cerimoniali in sella al suo destriero più pregiato e seguito dalle sue truppe e dai suoi generali. Alle sue spalle spiccano due cammelli battriani (Camelus bactrianus), grandi ungulati domestici originari delle steppe dell’Asia centrale, il cui nome deriva dall’antica regione storica della Battriana (un territorio che oggi corrisponde a parti dell’Afghanistan settentrionale, dell’Uzbekistan meridionale e del Tagikistan). Ambientato su uno sfondo pulito e roccioso, morbido, idilliaco e intriso di romanticismo, il dipinto si caratterizza per l’uso di colori chiari, un’atmosfera luminosa, figure stilizzate e una composizione fluida ed elegante. Questo tipo di dipinto faceva spesso parte di serie commissionate dai monarchi europei per decorare i palazzi (come quelle commissionate nel 1736 dal re Filippo V di Spagna per la Nuova Galleria del Palazzo Reale di La Granja de San Ildefonso), mettendo in risalto la vita del condottiero macedone come esempio di virtù e potere. Pittoni ritrae questo momento di trionfo, acclamazione e nuzie solenni con grande eleganza e maestria. Provenienza: asta Christie’s, New York. Vendita del 13 luglio 1962, lotto 33.
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