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Kunst- und Auktionshaus Quedlinburg

944 - Elisabeth Paetz-Kalich, "Cinghiale ferito", cinghiale e due cani da caccia nella neve, scena di caccia

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Elisabeth Paetz-Kalich, "Cinghiale ferito", cinghiale e due cani da caccia nella neve, scena di caccia (nata nel 1925 a Herford), olio su tela su telaio, firmato in basso a destra, iscrizione sul bordo della tela, paesaggio boschivo invernale, il cinghiale ferito con le zanne e la bocca sanguinante si difende da due cani da caccia marroni nel bosco innevato, tracce di sangue sulla neve, buone condizioni compatibili con l’età, ritocchi in alcuni punti, immagine 70x60,5 cm (AxL) Il titolo dell’opera deriva dal gergo dei cacciatori, in cui «schweißen» indica il sanguinamento della selvaggina abbattuta. La parola «Keiler» è in uso da circa 300 anni; più antico è il termine «Eber», che risale al latino «aper». Nella caccia al cinghiale, i cani inseguivano l’animale fino a sfinirlo e lo tenevano a bada, cosicché il cacciatore dovesse ucciderlo a distanza ravvicinata; un animale ferito era considerato particolarmente pericoloso. La caccia al cinghiale è stata un soggetto artistico fin dall’antichità; i grandi dipinti di caccia erano popolari nelle corti barocche e Rubens dipinse la caccia al cinghiale di Atalanta e Meleagro in diverse versioni. Descrizione in tedesco Elisabeth Paetz-Kalich, «Angeschweißter Keiler», cinghiale e due cani da caccia nella neve, scena di caccia (nata nel 1925 a Herford), olio su tela montata su telaio, firmata in basso a destra, annotata sul bordo della tela, paesaggio boschivo invernale, il cinghiale ferito con le zanne e il muso sanguinante si difende da due cani da caccia marroni nel bosco innevato, tracce di sangue sulla neve, in buone condizioni considerando l’età, ritocchi parziali, dimensioni 70x60,5 cm (AxL) Il titolo dell’opera deriva dal gergo venatorio, in cui «schweißen» indica il sanguinamento della selvaggina ferita. Il termine «Keiler» è in uso da circa 300 anni, mentre più antico è il termine «Eber», che deriva dal latino «aper». Durante la caccia alla scrofa, i cani braccavano il cinghiale finché non era esausto e lo mettevano alle strette, costringendo il cacciatore ad abbatterlo a distanza ravvicinata; un esemplare ferito era considerato particolarmente pericoloso. La caccia al cinghiale è un tema artistico fin dall’antichità; nelle corti barocche erano molto apprezzati i grandi dipinti di caccia, e Rubens dipinse la caccia al cinghiale di Atalanta e Meleagro in diverse versioni.

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