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TIBET - XIX secolo Corno della pioggia, scolpito a forma di corpo di coleottero, sormontato da una testa in cartapesta policroma raffigurante il volto di un demone, contenente semi di senape. Estremità perforata. (Avvolto in vari tessuti). Altezza 22,5 cm. Su piedistallo Il corno rituale (thünra) appartiene all’universo delle pratiche tantriche del buddismo tibetano. Viene utilizzato nei riti di sottomissione, destinati a dominare le forze ostili o perturbatrici. Lo strumento può essere riempito di semi, in particolare di semi di senape, o di diverse sostanze alle quali la tradizione rituale attribuisce un potere particolare. L’estremità era generalmente forata e chiusa da un tappo, consentendo di prelevare i semi necessari alla cerimonia. La loro azione è concepita come complemento ai mantra, ai gesti sacri e alle visualizzazioni effettuate dal praticante. Durante la cerimonia, l’officiante afferra il corno per l’estremità e lo brandisce con movimenti rapidi e precisi, alla maniera di un’arma. Il rumore prodotto dai semi in essa contenuti accompagna la recitazione dei mantra e contribuisce all’efficacia simbolica del rituale. Il corno diventa così un’estensione del gesto del religioso: serve a respingere, contenere o sottomettere le potenze ostili. La sua funzione può essere accostata a quella del phurbu. L’iconografia del corno partecipa pienamente a questa funzione. La sua decorazione spesso raffigura animali e creature associate a potenze selvagge o pericolose: makara, serpenti, insetti o anfibi. L’aspetto apparentemente minaccioso di queste iconografie simboleggia non tanto la distruzione quanto il controllo e la trasformazione degli ostacoli. Questi strumenti testimoniano l’importanza dei riti tantrici destinati a proteggere l’insegnamento, neutralizzare gli ostacoli e controllare le potenze considerate nocive. La qualità di questo corno qui presentato è eccezionale per un oggetto generalmente piuttosto semplice. Riferimento: Un corno simile, ma con una testa di makara, pubblicato in N. Bazin, Rituels Tibétains, Visions Secrètes du Ve Dalaï Lama, RMN Parigi e Éditions Findakly 2002, p. 164, fig. 136
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