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Edward Gordon CRAIG (1872-1966) Lotto di 3 lettere autografe (L.A.S.) e 8 cartoline autografe (C.A.S.) in inglese e tedesco, scritte tra il 1909 e il 1910 all’attenzione di Jurgis Kasimirovitch Baltruchaïtis (1873-1944), una cartolina postale è indirizzata a Maria Ivanovna Olovyanichnikova (c. 1879-1948): -Lettera del 12 dicembre 1910 «Mio caro amico. Grazie per l’«ausschnitt» sul «5.000 Theater». Quanta ironia hai! È ingiusto ridere di me così seriamente e dirmi di «machen» il mio teatro «schnell». Tuttavia, grazie al cielo, capisco l’ironia quando mi viene rivolta. Farò crescere il mio teatro lentamente e sono sicura che lo apprezzerai. Cercherò di mandarlo a tuo figlio perché ci giochi, oppure lo porterà mio figlio... tra le sue mani. Nel frattempo, probabilmente continuerò ancora per qualche anno a bighellonare tra le porte e i corridoi del vecchio teatro in cui sono nata e che amo terribilmente. Amo così tanto le sciocchezze Amo così tanto la falsa “arte” Amo così tanto gli attori e il loro trucco e i loro intrighi la loro presunzione e il loro orgoglio e non riesco a staccarmene – almeno per ora Presto lo farò e poi sarò morto. Tuo, Gordon Craig Saluti a tutti e alle montagne» -Lettera del 15 dicembre 1910 «No. Non mi sento affatto “offeso”. Per niente… e lei deve sempre leggermi metà in avanti e metà all’indietro. Cosa ho scritto? Avevo pensato che ciò che lei aveva scritto fosse qualcosa di molto ben ironico. Amo l’ironia, perché non è blanda – non è soft. E come è possibile parlare di Reinhardt e di tutte quelle persone insieme senza essere ironici? Del resto, forse, non so cosa sia davvero l’ironia. Ma penso sempre di cogliere nelle tue parole un’ironia delicata e acuta che conferisce loro un doppio valore. Io stesso non ho un uso così delicato dell’ironia. Rido di me stesso troppo apertamente per potermi compiacere.” -Lettera del 28 dicembre 1910 “Caro Amico. Oggi ho scritto a Yeats e penso che sicuramente ti scriverà. Credo che sarà molto felice di vedere la sua opera teatrale tradotta in russo*. Mi dispiace molto sapere che Stanislavskij non verrà a visitare l’Italia. Non si può comprendere l’Egitto senza prima passare proprio per l’Italia. Potrei incontrarlo, poiché anch’io andrò a Parigi, forse all’inizio di gennaio, e te lo farò sapere. Quanto sarei felice se potessi fermarmi per qualche ora a Vevey. Cercherò dei treni che me lo consentano. Ti mando tutte le «maschere» che non hai ancora ricevuto. Tieni presente che quando scrivo, lo faccio in modo che gli inglesi siano indotti ad ascoltare, sia perché si sentono feriti o forti, sia perché avvertono l’indifferenza di chi scrive. Desidero ardentemente aiutare il mio Paese a prendere coscienza del proprio teatro. Il mio teatro non è per nessuno, tranne che per coloro che lo accettano senza saperlo, cioè accettando me. Questa dimensione personale di tutto ciò è presente nonostante tutto ciò che diciamo e pensiamo al di sotto e dietro a tutto questo e non deve mai essere dimenticata. * quando salpiamo per l’Egitto e tutta la sua impersonalità nell’arte.” MC Provenienza - Jurgis Kasimirovitch Baltruchaïtis (1873-1944), diplomatico e poeta lituano. - Il loro figlio, Jurgis Jurgissovitch Baltruchaïtis (1903-1988), storico. -Sua moglie, Hélène Baltruchaïtis (1908-2004), nata Castel-Focillon, figlia di Henri Focillon (1881-1943). -Successivamente per discendenza.
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