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UN AFFASCINANTE NETSUKE IN LEGNO RAPPRESENTANTE UN CANE PENTITO Senza firma Giappone, prima metà del XIX secolo, periodo Edo (1615-1868) Finemente intagliato raffigura un cane seduto con i quarti posteriori ritirati sotto il corpo e le zampe anteriori ravvicinate, la testa abbassata e leggermente inclinata in un atteggiamento di contrizione eccezionalmente espressivo. Con le orecchie pendenti, la postura curva e lo sguardo lamentoso rivolto verso l’alto, il cane sembra essere stato sorpreso a combinare qualche marachella e ora attenda in silenzio il perdono. Gli occhi, grandi e con doppio intarsio in stile Tanba, sono particolarmente toccanti: le pupille scure scrutano verso l’alto da sotto le palpebre delicatamente intagliate, mentre il muso largo, le narici traforate e le guance modellate con morbidezza esaltano ulteriormente il suo carattere accattivante. Intorno al collo è presente un ampio collare finemente intagliato, legato con un nastro, le cui pieghe sono delineate con nitidezza. Il mantello è interamente lavorato con fili fitti e finemente incisi che seguono i contorni della testa, degli arti e del corpo arrotondato. Himotoshi naturale. ALTEZZA 3,1 cm, LUNGHEZZA 3,8 cm Provenienza: Collezione Dorothy Ann Stevens di Netsuke e Inro di pregio, costituita tra gli anni ’40 e ’60. Il lotto è accompagnato da una copia della corrispondente voce nel registro del collezionista, in cui il presente lotto è registrato con il n. 14a. Dorothy Ann Stevens fu una collezionista di arte giapponese attiva durante la metà del XX secolo. Moglie del chimico, artista e collezionista Henry Potter Stevens (1875–1965), costituì una vasta collezione di netsuke, inro e accessori per fumatori, con particolare attenzione ai netsuke. Accuratamente documentata e oggetto di studi accademici, la collezione fu gestita in modo indipendente, con numeri di inventario individuali assegnati a tutte le sue acquisizioni. Molti di questi oggetti furono acquistati sul mercato dell’arte londinese negli anni ’40 e ’50 e includevano opere con provenienze precedenti di grande prestigio. Dorothy e Henry gestivano collezioni strettamente correlate ma distinte e occasionalmente si scambiavano oggetti tra loro, poiché gli interessi di Henry erano particolarmente legati agli inro e quelli di lei ai netsuke. Conservata all’interno della famiglia Stevens per oltre mezzo secolo, la sua collezione costituisce una testimonianza significativa e ben documentata del collezionismo e dello studio delle arti miniaturistiche giapponesi nella metà del XX secolo. Condizioni: Ottime condizioni, con solo lievi segni di usura. Un occhio intarsiato potrebbe essere stato sostituito.
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