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KOSAI: UN RAFFINATO INRO LACCATO A QUATTRO VANI RAPPRESENTANTE I “DODICI ANIMALI DELLO ZODIACO” Opera di Kosai, firmata «Kosai 幸齋 saku 作» con sigillo rosso a forma di vaso Giappone, XIX secolo, periodo Edo (1615-1868) Di forma rettangolare verticale con sezione lenticolare, presenta uno sfondo kinji luminoso, finemente decorato in oro, argento e con tecniche iro-e takamaki-e e hiramaki-e, riccamente impreziosito da foglia d’oro e intarsi kirigane. I dodici animali dello zodiaco (junishi) sono distribuiti in un paesaggio continuo attraversato da un ruscello sinuoso; diversi segni – la tigre, la capra, il coniglio, il topo, la scimmia e il gallo – sono rappresentati in modo giocoso a coppie, mentre il serpente, il cane, il bue, il cavallo e il cinghiale compaiono singolarmente. In alto, il drago emerge in modo spettacolare da nuvole fluttuanti, raffigurato in sumi togidashi maki-e nello stile di un dipinto a inchiostro della scuola Kano. Gli interni delle scatole sono rifiniti in ricco nashiji con bordi in fundame dorato. Firmato sul fondo in lacca dorata «KOSAI saku» [realizzato da Kosai] e con un sigillo rosso a forma di tsubo del tipo associato alla famiglia Kajikawa. ALTEZZA 8,7 cm, LUNGHEZZA 5,3 cm Provenienza: dalla collezione della signora Frederica (Freda) Cook (1856-1925), e da allora tramandata per via ereditaria. Freda Cook entrò a far parte di una delle famiglie di collezionisti più illustri della Gran Bretagna grazie al matrimonio, celebrato nel 1887, con Wyndham Francis Cook, figlio minore di Sir Francis Cook, primo baronetto e visconte di Monserrate (1817-1901). Ricco magnate tessile e uno dei grandi collezionisti d’arte del XIX secolo, Sir Francis raccolse un’eccezionale collezione di dipinti dei Maestri Antichi a Doughty House, a Richmond, che comprendeva opere di Jan van Eyck, Velázquez, Beato Angelico, Filippo Lippi e Rembrandt. Realizzò inoltre un giardino giapponese nella sua tenuta portoghese di Monserrate, a testimonianza degli ampi interessi cosmopoliti della famiglia. Tra le sue acquisizioni figurava il *Salvator Mundi*, attribuito a Leonardo da Vinci, che acquistò nel 1900 e che in seguito raggiunse i 450,3 milioni di dollari presso Christie’s New York nel 2017, stabilendo il record mondiale per il prezzo più alto mai pagato per un’opera d’arte all’asta. Dopo la morte del marito nel 1905, Freda ereditò una considerevole fortuna e continuò a collezionare opere d’arte, tra cui arte giapponese e netsuke. Il suo straordinario testamento autografo, redatto nel 1925, comprende 95.940 parole distribuite su 1.066 pagine e quattro volumi ed è tuttora riconosciuto dal Guinness World Records come il testamento più lungo mai scritto. Condizioni: Buone condizioni, con le tipiche perdite nei frammenti di kirigane, minuscoli segni di rosicchiatura lungo i bordi della custodia, piccole scheggiature nei fori per il cordoncino, una piccola area di ritocco in oro sullo sfondo laccato vicino alla parte superiore sul lato della tigre e segni di usura generali compatibili con l’età e la manipolazione, limitati in gran parte ai bordi. Confronto d’asta: Si veda un inro laccato a cinque scomparti affine, raffigurante i dodici animali dello zodiaco, opera di Koma Yasutoshi, presso Bonhams, Collezione Edward Wrangham di arte giapponese, Parte III, 15 maggio 2012, Londra, lotto 257 (venduto a 3.750 GBP, pari a circa 6.200 EUR convertiti e adeguati all’inflazione al momento della stesura del presente testo). Si confronti anche un inro a quattro scomparti in lacca dorata di Kajikawa Tomohide, che presenta una rappresentazione del drago molto simile, presso Bonhams, “Collezione Edward Wrangham di arte giapponese, Parte II”, 10 maggio 2011, Londra, lotto 201 (venduto per 3.840 GBP, pari a circa 6.900 EUR convertiti e adeguati all’inflazione al momento della stesura del presente articolo).
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