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Jeschke Jadi Auctions Berlin GmbH

1645 - Automi

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Automi Knauss von, Friedrich Macchine miracolose che scrivono da sole, oltre a molti altri capolavori e opere d’arte, più che tanti problemi ormai risolti. Con frontespizio inciso (ritratto) e 11 tavole in rame (di cui 10 piegate). Vienna, a spese dell’autore (Schulz-Gastheim), 1780. (18), 170, (2) pp. Rilegatura dell’epoca con scudo in raso. Poggendorff I, 1279. - UCBA II, 1098. - NDB XII, 162. - Prima e unica edizione della descrizione dei suoi automi meccanici, redatta dallo stesso Friedrich von Knauss (1724-1789) e pubblicata a proprie spese. Knauss, nato ad Aldingen sul Neckar, lavorò dal 1749 come orologiaio e meccanico al servizio di Carlo di Lorena e lo seguì nel 1757 a Vienna, dove l’imperatore Francesco I Stefano lo nominò meccanico di corte. Alla corte di Vienna ricoprì il ruolo di ispettore del gabinetto di matematica e fisica, affermandosi come uno dei più importanti costruttori di automi del XVIII secolo. Il fulcro della sua opera è costituito dalle macchine autoscrittrici, la più famosa delle quali, la «macchina meravigliosa che scrive tutto da sola», presentata all’imperatore Francesco I nel 1760, imitava, tramite molle, meccanismi a leva e a scansione imitava il movimento di scrittura della mano umana ed era in grado di scrivere 68 caratteri latini; in occasione della sua prima presentazione, l’automa scrisse una lettera in lingua francese. Questa costruzione – un globo sostenuto da due aquile di bronzo con sei segmenti apribili, che nasconde il meccanismo di scrittura a orologeria ed è coronato da una figura allegorica che, con la penna, trasferisce le lettere prestabilite sulla carta — è considerata una delle prime macchine scriventi automatiche conosciute e, insieme a quelle della famiglia Jaquet-Droz, rappresenta una pietra miliare nella storia degli automi. Inoltre, Knauss sviluppò per l’imperatore una macchina copiatrice con cui era possibile realizzare contemporaneamente più copie di un documento. L’ACM (Association for Computing Machinery) menziona esplicitamente la macchina scrivente di Knauss nella sua panoramica sulla storia globale dell’informatica e la definisce una «macchina automatica programmabile per la scrittura a mano». Knauss si inserisce così nella tradizione degli automi meccanici del XVIII secolo, che per la prima volta realizzarono dispositivi dotati di un programma di funzionamento complesso e memorizzato – come ad esempio il «Flautista» di Jacques de Vaucanson (1737) e il suo sistema di controllo a schede perforate, successivamente perfezionato da Jacquard. - Una tavola di rame leggermente rifilata fino alla linea di bordatura, 2 tavole di rame leggermente macchiate, di cui 1 con 2 piccoli fori restaurati (minima perdita di immagine), per il resto esemplare in buone condizioni e pulito. Molto rara. Prima e unica edizione della descrizione dei suoi automi meccanici, redatta e pubblicata a proprie spese da Friedrich von Knauss (1724-1789). Knauss, nato ad Aldingen am Neckar, lavorò dal 1749 come orologiaio e meccanico al servizio di Carlo di Lorena e lo seguì a Vienna nel 1757, dove l’imperatore Francesco I Stefano lo nominò meccanico di corte. Alla corte viennese ricoprì la carica di ispettore del gabinetto di matematica e fisica e divenne uno dei più importanti costruttori di automi del XVIII secolo. Il fulcro della sua opera è costituito dalle macchine autoscrittrici, la più famosa delle quali, la «macchina miracolosa che scrive di tutto» o «macchina autoscrittrice», presentata all’imperatore Francesco I nel 1760, imitava il movimento della mano umana mentre scriveva per mezzo di una penna, leve e meccanismi a camme ed era in grado di scrivere 68 caratteri latini; durante la sua prima dimostrazione l’automa compose una lettera in francese. Questa costruzione – un globo sorretto da due aquile di bronzo con sei segmenti incernierati che nascondevano il meccanismo di scrittura a orologeria, coronato da una figura allegorica che trasferisce le lettere prestabilite sulla carta con una penna — si annovera tra i primi automi scriventi conosciuti e, insieme a quelli della famiglia Jaquet-Droz, è considerato una pietra miliare nella storia degli automi. Inoltre, Knauss sviluppò per l’imperatore una macchina copiatrice in grado di produrre contemporaneamente diverse copie di un documento. L’ACM (Association for Computing Machinery) menziona esplicitamente l’automa scrivente di Knauss nella sua panoramica sulla storia mondiale dell’informatica, descrivendolo come una «macchina automatica programmabile per la scrittura a mano». Knauss si inserisce così nella schiera degli automi meccanici del XVIII secolo che furono i primi a realizzare dispositivi dotati di una sequenza complessa e memorizzata di operazioni – tra cui anche il flautista di Jacques de Vaucanson (1737) e il suo sistema di controllo a schede perforate, successivamente perfezionato da Jacquard. Una lastra di rame rifilata piuttosto vicino al bordo, 2 lastre di rame con lievi macchie di ossidazione, di cui 1 presenta 2 piccoli fori restaurati (perdita trascurabile dell’immagine); per il resto, esemplare in ottime condizioni e pulito. Molto raro. Questo lotto è soggetto a tassazione secondo le norme vigenti. Sul prezzo di aggiudicazione si applica un sovrapprezzo del 24,95%, mentre sull’importo finale della fattura si applica l’IVA al 7% (libri, arte) o al 19% (manoscritti, serigrafie, stampe offset, fotografia).

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