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Medioevo Agostino Trattato 94-95 sul Vangelo di Giovanni (su Gv 16,5-11). 2 fogli doppi (4 pagine). Manoscritto latino su pergamena. Minuscolo carolingio tardivo con tratti protogotici, scritto da una sola mano con inchiostro marrone. Due colonne. 41 righe. Spazio di scrittura: circa 38,5 x 23 cm ciascuno. Dimensioni del foglio: 40,5 x 27,4 cm. - Probabilmente Francia meridionale, Catalogna, Austria o Italia, intorno al 1120-1160. Cfr. per una paleografia simile: Agostino, Tractatus in Iohannis Evangelium (frammento), New Haven, CT, Beinecke Rare Book and Manuscript Library, MS 481.93. - Sulla paleografia: la scrittura è rotonda e ampia, i tratti verticali sono solo leggermente spezzati. Le aste superiori e inferiori sono corte e quelle superiori leggermente a forma di clava. La «a» è a due piani e la «d» appare prevalentemente in stile onciale, cioè rotonda. La «s» lunga si trova all’interno della parola e la «s» rotonda alla fine della parola. Sono caratteristiche le legature «ct» e «st». Le abbreviazioni sono numerose, ma comuni: «ñ» (non), «q~» (quod, quae), «?» (per, pro), spus, sps e scs (spiritus sanctus), dñs e xpc o xpm (Christus), e (est) nonché i trattini nasali. La punteggiatura è costituita dal punto e dal punctus elevatus. La separazione delle parole è irregolare. Il carattere calligrafico corrisponde al periodo di transizione tra la minuscola carolingia e la Textura, diffusa nel XII secolo in Italia e nelle regioni limitrofe. A favore della datazione depongono la leggera rottura del fusto, la larghezza dei caratteri e la semplice decorazione. - Per quanto riguarda il contenuto: il testo è di Agostino, In Iohannis evangelium tractatus 94-95. Si tratta dell’interpretazione di Gv 16,5-11, il discorso di addio di Gesù sulla venuta del Paraclito (il Consolatore, lo Spirito Santo). La prima sezione tratta della frase secondo cui è bene per i discepoli che Gesù se ne vada, perché altrimenti il Paraclito non verrebbe. Agostino la interpreta così: i discepoli non potrebbero comprendere lo Spirito finché amassero Cristo solo in modo carnale. La partenza di Gesù è quindi anche una purificazione del loro affetto. La seconda sezione tratta di «arguet mundum de peccato et de iustitia et de iudicio» (Gv 16,8). Agostino spiega i tre concetti: il peccato è l’incredulità in Cristo, la giustizia è il suo ritorno al Padre, e il giudizio è la condanna del principe di questo mondo, cioè del diavolo. Egli sottolinea che lo Spirito convince il mondo intero e non solo il popolo ebraico, e a tal proposito rimanda ad Atti 1,7-8. I *Tractatus in Iohannis evangelium* sono un ciclo di 124 prediche ed esegesi che Agostino di Ippona tenne e dettò sul Vangelo di Giovanni tra il 406 e il 420 circa. I Tractatus 94-95 fanno parte dell’esegesi dei discorsi di addio (Gv 13-17) nell’ultima parte del ciclo. Fol. 3 con palinsesto e resti di due iniziali rosse. - Leggermente ingiallito e con alcune macchie, in parte con lievi segni di tarli. Raro e antico documento sulla ricezione di Agostino. Manoscritti medievali. Agostino. Tractatus 94-95 sull’Evangelo di Giovanni (su Gv 16,5-11). 2 bifolia (4 pagine). Manoscritto latino su pergamena. Minuscola carolingia tardiva con tratti protogotici, scritto da un’unica mano principale con inchiostro marrone. Due colonne. 41 righe. Area scritta: ciascuna di circa 38,5 x 23 cm. Dimensioni del foglio: 40,5 x 27,4 cm. Probabilmente Francia meridionale, Catalogna, Austria o Italia, 1120-1160 circa. - Cfr. per una paleografia simile: Agostino, Tractatus in Iohannis Evangelium (frammento), New Haven, CT, Beinecke Rare Book and Manuscript Library, MS 481.93. - Paleografia: la scrittura è rotonda e ampia, con steli solo leggermente spezzati. Le ascese e le discese sono corte, e le ascese sono leggermente appiattite. La «a» è a due piani, mentre la «d» appare prevalentemente onciale, cioè rotonda. La «s» lunga è usata all’interno delle parole e la «s» rotonda alla fine delle parole. Sono caratteristiche le legature «ct» e «st». Le abbreviazioni sono numerose ma convenzionali: ñ (non), q~ (quod, quae), ? (per, pro), spus, sps e scs (spiritus sanctus), dñs e xpc o xpm (Christus), e (est) e tratti nasali. La punteggiatura è costituita dal punctus e dal punctus elevatus. La separazione delle parole è irregolare. La scrittura corrisponde alla fase di transizione tra la minuscola carolina e la Textura, in uso in Italia e nelle regioni limitrofe nel XII secolo. La datazione è avvalorata dalla leggera frattura dei tratti, dalla scrittura ampia e dalla decorazione semplice. - Contenuto: Il testo è di Agostino, In Iohannis evangelium tractatus 94-95. Si tratta dell’esposizione di Giovanni 16,5-11, il discorso di addio di Gesù sulla venuta del Paraclito (l’Avvocato, lo Spirito Santo). La prima sezione tratta dell’affermazione secondo cui è un bene per i discepoli che Gesù se ne vada, poiché altrimenti il Paraclito non verrebbe. Agostino la interpreta così: i discepoli non potevano comprendere lo Spirito fintantoché amavano Cristo solo in modo carnale. La partenza di Gesù è quindi anche una purificazione del loro affetto. La seconda sezione tratta di arguet mundum de peccato et de iustitia et de iudicio (Giovanni 16,8). Agostino spiega i tre termini: il peccato è l’incredulità in Cristo, la giustizia