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RAMÓN CASAS CARBÓ (Barcellona, 1866 - 1932). "Moulin de la Galette", 1900 circa. Olio su tela. Firmato in basso a destra. Mostre: Sitges 2017, "Ramón Casas, la modernità agognata", La Caixa, riprodotto p. n. 92. Misure: 38,5 x 46,5 cm; 58,5 x 66 cm (cornice). In quest'opera, un olio su tela, Ramon Casas rappresenta una veduta del giardino del Molin de La Galette a Montmartre, realizzata durante uno dei soggiorni del maestro modernista nella capitale francese. Montmartre è stato uno dei quartieri per eccellenza degli artisti, un angolo parigino convulso dove lo stile impressionista fu promosso da Manet, Degas e Whistler. Lo spazio è organizzato in profondità sulla base di piani di colore successivi; in primo piano si alternano verdi e marroni, la cui orizzontalità è esaltata dalla fila di esili alberi che chiudono lo spazio antistante, distanti tra loro in modo da non interrompere la vista, con le loro alte chiome tagliate, rafforzando una visione urbana completamente luminosa e colorata. Pittore e disegnatore eccezionale, Casas iniziò a dipingere come discepolo di Joan Vicens. Nel 1881 compie il suo primo viaggio a Parigi, dove completa la sua formazione presso le accademie Carolus Duran e Gervex. L'anno successivo partecipa per la prima volta a una mostra alla Sala Parés di Barcellona e nel 1883 presenta un autoritratto al Salon des Champs Elysées di Parigi, che gli vale l'invito a diventare membro del Salon de la Societé d'Artistes Françaises. Negli anni successivi viaggia e dipinge tra Parigi, Barcellona, Madrid e Granada. Nel 1886, affetto da tubercolosi, si stabilisce a Barcellona per curarsi. Qui entra in contatto con Santiago Rusiñol, Eugène Carrière e Ignacio Zuloaga. Dopo un viaggio in Catalogna con Rusiñol nel 1889, Casas torna a Parigi con l'amico. L'anno successivo partecipa a una mostra collettiva alla Sala Parés, insieme a Rusiñol e Clarasó, e di fatto i tre continuano a esporre insieme fino alla morte di Rusiñol nel 1931. Le sue opere di questo periodo si collocano a metà strada tra l'accademismo e l'impressionismo francese, in una sorta di germe di quello che sarebbe poi diventato il modernismo catalano. La sua fama continua a diffondersi in tutta Europa e l'artista tiene mostre di successo a Madrid e Berlino, oltre a partecipare all'Esposizione Universale di Chicago del 1893. Casas si stabilisce definitivamente a Barcellona, immerso nell'ambiente modernista, anche se continua a recarsi a Parigi per i saloni annuali. Finanziò il locale che sarebbe diventato un punto di riferimento per i modernisti, il caffè Els Quatre Gats, inaugurato nel 1897. Due anni dopo organizzò la sua prima mostra personale alla Sala Parés. Mentre la sua fama di pittore cresce, Casas inizia a lavorare come grafico, adottando lo stile Art Nouveau che viene a definire il Modernismo catalano. Negli anni successivi si susseguono i successi: presenta due opere all'Esposizione Universale di Parigi nel 1900, vince un premio a Monaco di Baviera nel 1901, diverse sue opere vengono inserite nell'esposizione permanente del Círculo del Liceo, partecipa a diverse mostre internazionali e, nel 1904, vince il primo premio all'Esposizione Generale di Madrid. È presente al Museo del Prado, al Museo Nazionale d'Arte della Catalogna, al Museo Nazionale Reina Sofia, al Museo Thyssen-Bornemisza, al Museo di Montserrat, al Cau Ferrat di Sitges, al Museo Camón Aznar di Saragozza e ai Musei d'Arte Contemporanea di Barcellona e Siviglia, oltre a molti altri. Mostre: Sitges 2017, "Ramón Casas, la modernità agognata", La Caixa, riprodotto p. n. 92.