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PERE PRUNA OCERANS (Barcellona, 1904–1977). “Scena circense”, 1934. Olio su tela. Firmato e datato nell’angolo in basso a destra. Mostre: Opera presentata dalla Galerie Vincent Lécuyer alla fiera Pavillon des Arts et du Design (PAD), Parigi, 27 marzo–1° aprile 2013. Dimensioni: 161,8 x 130,2 cm; 168,5 x 136,5 cm (con cornice). Il mondo del circo occupa un posto particolarmente suggestivo nell’opera figurativa di Pere Pruna; egli ha trovato negli arlecchini, negli acrobati, nelle amazzoni e nei personaggi dello spettacolo un universo ideale in cui sviluppare la sua concezione unica della figura, caratterizzata da eleganza, equilibrio e una dimensione poetica sobria. L’opera in questione è un magnifico esempio di questo aspetto della sua produzione: una giovane artista circense, accompagnata da un cavallo bianco e da un’enigmatica figura maschile mascherata, si staglia in modo monumentale su uno sfondo neutro che elimina qualsiasi elemento aneddotico e concentra tutta l’attenzione sulle figure. La stilizzazione dei corpi, la serenità dei volti e l’accurata combinazione di blu, bianchi, neri e caldi toni rossastri rivelano lo stile caratteristico di Pruna, in cui convergono il classicismo moderno e l’influenza dell’avanguardia parigina. La composizione evoca anche il mondo di Picasso e dei suoi famosi acrobati — un riferimento particolarmente significativo nel caso di Pruna, data la stretta relazione che mantenne con il maestro malagense durante i suoi primi anni a Parigi. A ciò si aggiunge l’esperienza dell’artista come scenografo e costumista per importanti produzioni di balletto e teatro, evidente qui nella natura quasi teatrale della disposizione delle figure e nella raffinatezza dei costumi. Attraverso il soggetto, le dimensioni monumentali e la meticolosa struttura compositiva, l’opera sintetizza in modo particolarmente avvincente alcune delle caratteristiche più riconoscibili e apprezzate della pittura di Pere Pruna. Pere Pruna si formò alla Scuola di Belle Arti di Barcellona. Dopo aver iniziato a esporre a Barcellona quando era ancora molto giovane, nel 1921 si recò a Parigi, dove ricevette sostegno e guida da Picasso. Nella capitale francese tenne una mostra personale di grande successo alla Galerie Percier ed entrò in contatto con intellettuali quali Cocteau, Drieu la Rochelle, Max Jacob e altri, con i quali fondò la rivista *Philosophie* nel 1924. Nel 1925 Serge Diaghilev gli commissionò la realizzazione delle scenografie e dei costumi per il balletto “Les matelots”. Da allora in poi lavorò anche ad altre produzioni musicali. Nel 1928 vinse il secondo premio alla mostra del Carnegie Institute di Pittsburgh; al suo ritorno a Barcellona, ottenne altri riconoscimenti, come il premio nel concorso “Montserrat vista dagli artisti catalani” (1931) e il Premio Nonell (1936). Quest’ultimo premio fu oggetto di polemiche, poiché Pruna lo vinse per il suo dipinto a olio «El vi de Chios», per il quale aveva utilizzato come modello una fotografia pubblicata su una rivista pornografica parigina. Di fronte al clamore suscitato dall’accaduto, Pruna rinunciò al premio, ma la giuria confermò la propria decisione. Dopo lo scoppio della Guerra Civile, Pruna si stabilì a Parigi e proseguì la sua attività espositiva internazionale, in particolare con la mostra organizzata a Londra nel 1937. Il suo stile, incentrato su una figura femminile aggraziata e stilizzata, attinge alla chiara delicatezza delle opere del “Periodo Rosa” e di quelle “neoclassiche” di Picasso, e rivela un certo parallelismo con il movimento italiano del Novecento. Le opere di Pere Pruna sono presenti al Museo Reina Sofía di Madrid, al MNAC e al Museo di Montserrat, oltre che nelle principali collezioni pubbliche e private.
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