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MARIANO MATARRANZ (Madrid, 1952). Senza titolo, 2009–10. Tecnica mista su tela montata su tavola. Firmata e datata sul retro. Dimensioni: 196 x 270 cm. Quest’opera di grandi dimensioni appartiene a una fase di piena maturità dell’esplorazione materica di Mariano Matarranz, sviluppatasi nel corso di decenni attorno alla trasformazione fisica della superficie pittorica. Partendo dallo stile figurativo dei suoi primi anni, l’artista si è evoluto verso uno stile informale basato sulla sperimentazione di materiali e processi — tra cui l’ossidazione — che è diventata una delle caratteristiche più riconoscibili del suo linguaggio artistico. La composizione è strutturata attraverso ampie aree rettangolari e strati di materiale che sembrano aver subito processi di usura, sedimentazione e corrosione. I neri e i toni della terra, dominanti, lasciano spazio al centro a un’area di ocra, arancioni e rossi la cui intensità cromatica scaturisce dalla stessa texture. Il dipinto è costruito attraverso superfici in trasformazione, in cui segni, erosioni e variazioni di densità evocano il comportamento dei materiali minerali e l’effetto del passare del tempo. Questa dimensione processuale rimane centrale nella sua opera più recente, come evidenziato dalla mostra personale che il Museo delle Belle Arti delle Asturie gli ha dedicato nel 2025–2026. Matarranz si è formato nell’atelier di Méndez Ruiz e alla Scuola di Belle Arti di San Fernando, e ha tenuto la sua prima mostra personale a Madrid nel 1972. Nel 1988 è stato selezionato per *Acta 88*, organizzata dall’allora Centro d’Arte Reina Sofía presso il Palacio de Velázquez, e in seguito ha partecipato a fiere d’arte quali ARCO, Art Basel e Art Chicago. Le sue opere fanno parte, tra le altre, delle collezioni della Fondazione María Cristina Masaveu Peterson, del Museo della Casa Natale di Jovellanos, del Congresso dei Deputati e della Fondazione Principessa delle Asturie.