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JAVIER MARISCAL (Almazora, Castellón, 1950) “Cinema del mediterrani”, 1986. Acrilico su carta. Incorniciato con vetro da museo. Firmato nell’angolo in basso a destra. Dimensioni: 100 x 70 cm; 104 x 74 cm (con cornice). Quest’opera segna un momento particolarmente importante nella carriera di Mariscal: gli anni ’80, un periodo in cui il suo lavoro iniziò ad andare oltre il fumetto e l’illustrazione per diventare una figura di spicco nel design e nella cultura grafica spagnola. Sulla stessa linea, nel 1986 realizzò un manifesto simile per la VII Mostra di Valencia. *Cinema del Mediterrani* riflette il suo universo creativo unico, caratterizzato da linee dinamiche, colori intensi, sintesi delle forme e una sensibilità spensierata e mediterranea. La composizione si articola attorno a immagini legate al cinema e alla cultura popolare, trattate con quel senso dell’umorismo e quella spontaneità che contraddistinguono l’opera di Mariscal. L’artista combina riferimenti tratti dall’illustrazione, dai fumetti, dal design grafico e dalla cultura urbana, creando un’immagine diretta di grande impatto visivo. Rinomato designer industriale, illustratore e fumettista, Javier Mariscal vive e lavora a Barcellona dal 1970. Ha studiato design alla Scuola Elisava di Barcellona, ma ha presto abbandonato gli studi per imparare direttamente dall’ambiente circostante e seguire i propri impulsi creativi. Ha iniziato la sua carriera nel mondo dei fumetti underground su riviste come “El Rrollo Enmascarado” e “Star”, al fianco di Farry, Nazario e Pepichek. Dopo aver realizzato i suoi primi fumetti originali a metà degli anni ’70, nel 1979 disegnò il logo del Bar Cel Ona, un progetto che iniziò a fargli guadagnare notorietà presso il grande pubblico. L’anno successivo aprì a Valencia il Dúplex — il primo bar progettato da Mariscal, in collaborazione con Fernando Salas — per il quale creò una delle sue opere più famose, lo sgabello Dúplex, vera e propria icona del design degli anni ’80 sia in Spagna che all’estero. Nel 1981, il suo lavoro come designer di mobili lo portò a partecipare alla mostra del Gruppo Memphis a Milano. Nel 1987 espose al Centro Georges Pompidou di Parigi e partecipò a Documenta a Kassel. Due anni dopo, il suo progetto Cobi fu scelto come mascotte per i Giochi Olimpici di Barcellona del 1992 — inizialmente controversa, ma oggi riconosciuta come la mascotte più redditizia nella storia dei Giochi moderni. Nel 1989 fondò l’Estudio Mariscal e collaborò a vari progetti con designer e architetti quali Arata Isozaki, Alfredo Arribas, Fernando Salas, Fernando Amat e Pepe Cortés. Tra le sue opere più notevoli figurano le identità visive per il Partito Socialista Svedese, la radio Onda Cero, lo Zoo di Barcellona, l’Università di Valencia, il Lighthouse Centre for Design and Architecture di Glasgow, il Centro Culturale GranShip in Giappone e la società di post-produzione londinese Framestore. Nel 1999 ha ricevuto il Premio Nazionale di Design, conferitogli dal Ministero dell’Industria spagnolo e dalla Fondazione BCD in riconoscimento della sua intera carriera professionale. Incorniciato con vetro di qualità museale.