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VÍCTOR MIRA (Saragozza, 1949 – Monaco di Baviera, 2003). “Stiliti che contemplano un’esplosione atomica”, 1990. Tecnica mista su tavola. Firmata e intitolata sul retro. Dimensioni: 75 x 140 cm. Quest’opera appartiene all’importante serie “Stiliti”, uno dei gruppi iconografici più personali dell’opera di Víctor Mira. In essa sono raffigurati tre stiliti in piedi in cima alle loro colonne mentre contemplano impassibili una scena dominata dalla minaccia di un’esplosione atomica. La composizione crea un potente contrasto tra la serenità delle figure ascetiche e la potenziale violenza della distruzione nucleare. Lo sfondo rosso intenso, attraversato da un motivo reticolare, e il materiale nero che compone le colonne, il paesaggio e l’esplosione accentuano la natura apocalittica della scena. Mira trasforma così la figura dello stilita — simbolo tradizionale di isolamento, penitenza e ricerca spirituale — in un osservatore della tragedia contemporanea. Il confronto tra spiritualità e distruzione, tra contemplazione e violenza, costituisce uno degli aspetti più caratteristici di questa serie. Questo tema è ben documentato nell’opera di Mira di quegli anni: un’opera del 1989 è intitolata *Estilita che contempla un’esplosione atomica*, mentre un’altra del 1990, *Estilita ed esplosione atomica*, fa parte delle collezioni del Consiglio Provinciale di Saragozza, a conferma dell’importanza di questo motivo all’interno del suo corpus artistico. Scultore, pittore, incisore e scrittore, è stato in gran parte autodidatta. All’età di diciotto anni tenne la sua prima mostra personale alla Galleria N’Art di Saragozza, che fu anche la prima mostra di scultura all’aperto mai organizzata in quella città. Poco dopo si trasferì a Madrid, dove nel 1973 espose alla Galleria Pol Verdié. Dopo aver trascorso un periodo dividendosi tra Madrid e la Germania, nel 1977 si stabilì a Barcellona. Nel 1979 tenne la sua prima mostra personale a Monaco di Baviera presso la Galleria Tanit e l’anno successivo espose le sue opere negli Stati Uniti alla Galleria George Staempfli di New York. Da quel momento in poi la sua carriera internazionale decollò, con mostre in Germania, Stati Uniti, Paesi Bassi, Svizzera, Svezia, Norvegia, Colombia, Francia, Belgio e Austria, mentre continuava a esporre regolarmente in Spagna. Nel 2003, poco prima della sua morte, ricevette il premio come miglior artista spagnolo vivente alla Fiera d’Arte ARCO. La più recente mostra retrospettiva dedicata a questo artista si è tenuta a Düsseldorf, in Germania, presso la Galleria Beck & Eggeling. Le opere di Mira sono conservate in musei e collezioni private di tutto il mondo, in particolare al Museum of Modern Art di New York, al Centro Nazionale d’Arte Reina Sofía, al MACBA, ai Musei di Belle Arti di Vitoria e Saragozza, alla Fondazione Beulas di Huesca e al Museo delle Collezioni ICO di Madrid.
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