To modify your purchase order,
contact the auction house.
The reserve price is the minimum price accepted by the seller. Bidders cannot see this price. To win an item, you must place the highest bid and meet or exceed the reserve price.
Registrations are closed for this sale. You cannot place a bid.
The converted amounts are provided for informational purposes only. Only the currency determined for the sale by the auction house is binding. You can select a different currency by going to the "Preferences" page in your profile.
Fees including the auction house's fees and the platform's fees. For further details, please refer to the auction house's General Terms and Conditions of Sale.
MERMOZ Jean Lettera autografa «Jean», Buenos Aires, 30 gennaio 1928, alla sua «Mamma cara»; 2 pagine in-4 e 2 pagine in-8 con intestazione Aeroposta Argentina. Inaugurazione della linea Aeropostale tra la Francia e il Sudamerica. Le rinnova ancora i suoi «auguri affettuosissimi per questo nuovo anno. Che ti mantenga in buona salute e felice, e che la certezza che ti amo tantissimo possa addolcire la malinconia di questa nuova separazione. Qui, in fede mia, non ho tempo di annoiarmi. Ho un carico di lavoro pazzesco, oltre ai viaggi che faccio di tanto in tanto. Ho il controllo su tutto: amministrazione, costruzione, funzionamento e gestione della corrispondenza, assunzione del personale, ecc.; insomma, passo le mie giornate in ufficio. È un grande sacrificio per me, ma lo sto facendo in questo momento perché dobbiamo unire tutte le nostre energie per avere successo qui e, a quanto pare, io sono necessario…! Fortunatamente, tra poco inizierò a effettuare una spedizione regolare ogni 8 giorni, il che mi aiuterà a sopportare la noia del lavoro sedentario che, tutto sommato, mi impongo. Il direttore operativo [Didier Daurat] qui conta solo su di me. È venuto in questi giorni a Buenos Aires e mi tratta assolutamente come un collaboratore. Da questo punto di vista non ho nulla di cui lamentarmi. Ma sono oggetto di parecchia invidia, naturalmente. Per fortuna so difendermi e non esito più a contrattaccare non appena mi mettono alle strette. Faccio del bene a tutti. Non cerco mai vantaggi personali, parlo sempre nell’interesse generale, quindi non devo sopportare le cattiverie di chi si immagina che tutti gli altri siano come loro»... Egli menziona un «incidente occorso a un compagno nei pressi di Montevideo», causato da «un pezzo probabilmente segato inavvertitamente durante il montaggio a Tolosa. I nostri velivoli sono robusti, ed è la prima volta che una cosa del genere accade su questa linea da nove anni. Qui ha fatto una terribile impressione. – La concorrenza in Brasile e qui sta sfruttando la cosa come se fosse un’occasione da cogliere al volo. È un pessimo inizio. Inoltre i nostri velivoli impiegano un’eternità ad arrivare dalla Francia e dobbiamo compiere veri e propri tour de force per garantire la regolarità del servizio postale. Le navi arrivano con venti giorni di ritardo e siamo a corto di materiale. Per questo stiamo raddoppiando gli sforzi e l’attività; è un brutto periodo che sarà difficile da superare, ma che, spero, riusciremo a gestire. Ho rivisto tutti gli uruguaiani al funerale dei nostri due compagni di Montevideo. Sono stati adorabili. E poi in Europa non si immagina nemmeno che in Sudamerica esista un vero e proprio angolo di Francia come l’Uruguay, con una natura e un’atmosfera assolutamente piacevoli. È stato un vero e proprio lutto nazionale quando si è appreso dell’incidente. […] Larre Borges organizzerà un viaggio da Montevideo a Parigi il prossimo settembre. Forse ci sarò anch’io? Se ne occuperà lui. Figurati se ne sarei felice. Partirò nel corso di febbraio per la Terra del Fuoco […] per ricognire i terreni per una futura linea»… Poi reagisce alle osservazioni dei malati di sua madre: «Che battute fanno questi comunisti! […] quanto possono essere stupidi a volere queste brave persone! […] Ci sono miserie interessanti, certo, ma quante altre lo sono ben poco! Del resto, non credo che agiscano così per cattiveria, ma solo per principio. La Causa, no? Sempre, con la C maiuscola. Che politica misera e che diplomatici sinistri! […] Se ora i tubercolotici si immischiano nella politica, dovrebbero proprio formare un sindacato che vieti di curarli, una volta terminata la giornata lavorativa di 8 ore, e, in fede mia, mettersi in sciopero per malattia, diversi giorni alla settimana se necessario! Dove stiamo andando in Francia se i sovietici si organizzano negli ospedali? E perché non anche nei cimiteri! »… Si allega: – un’altra L.A.S. «Jean», Buenos Aires, 3 febbraio 1928, a «Cara mamma» (mezza pagina in-4 con intestazione Compagnie Générale d’Entreprises Aéronautiques), che accompagna l’invio di un assegno. «Avevo dimenticato di dirti che il nostro tratto internazionale aprirà solo il 1° marzo. Il che significa che non potremo ancora comunicare più rapidamente prima di marzo»… – Più un telegramma e un telegramma di auguri (1° gennaio 1928). Corrispondenza, nn. 134, 135 e 132. Provenienza: - Jean Mermoz (1901-1936); - Gabrielle Gillet-Mermoz (1880-1955); - Successivamente tramandata in famiglia per via ereditaria
Delivery is optional. You can use the carrier of your choice. The stated price does not include the lot price or the auction house fees.