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MERMOZ Jean 14 lettere autografe «Jean» o «JMermoz», Beirut, Saïda e Palmira, settembre-dicembre 1921, alla sua «cara Petite Maman»; 57 pagine in-8, l’ultima lettera con l’intestazione dell’Aviation du Levant. Squadriglia 57. Nell’aviazione militare nel Levante. Beirut, 19 settembre. Racconta del suo viaggio, magnifico nonostante i disagi. È sorpreso dal caldo e dal costo elevato della vita; presto sarà nominato sottufficiale e partirà per l’addestramento a Saïda: «Ho una buona prima impressione e questo è già molto. E poi mi diverte, mi interessa, tutte queste usanze degli arabi, dei beduini, degli ebrei. Che vuoi? Qui mi sento davvero a casa, nel mio corpo d’armata; c’è un’amicizia sincera e un vero legame tra tutti i piloti, a prescindere dal grado. Insomma, si va alla grande»… Saïda, 23 settembre. Conduce «la bella vita della squadriglia», in campagna, lontano da qualsiasi insediamento, ma vicino al mare. Viene pagato in piastre e spera di poter mettere presto da parte un po’ di soldi. In attesa di volare, legge, fa il bagno, fa ginnastica e osserva: «Arabi in sella a piccoli asini, che scompaiono sotto il loro carico, trotterellano verso Damasco, punto di arrivo delle carovane del deserto siriano. Cantano melodie selvagge e bizzarre accompagnandosi con un flauto di canna che emette suoni acuti e striduli. È davvero buffo. Le donne seguono a piedi perché qui sono loro a lavorare e gli uomini a passeggiare. La maggior parte di loro è velata»… È sconvolto dalla brutalità di alcuni europei nei confronti degli indigeni: «Sembrano molto passivi, ma in montagna non sono più affatto gli stessi e guai all’europeo isolato»… – 30 settembre. Ricomincerà «a pilotare di nuovo quel vecchio Bréguet. […] Voglio tornare con la testa ben salda sulle spalle e con tutto ciò che contiene. Evitare gli effetti del sole e dell’alcol, ecco il segreto. È tutta una questione di volontà e abitudine. » – 4 ottobre: «Ho volato di nuovo stamattina e va alla grande. Ora sono davvero contento perché mi era mancato, erano due mesi che non tenevo in mano la cloche»; si occupa dei pasti; si mangia con le mani; ha una stanza accogliente ma infestata di notte da pulci e cimici… – 10 ottobre. Ci sono anche degli scorpioni nella stanza… – 16 ottobre. Il tempo passa e si preoccupa di non ricevere notizie; ha avuto delle coliche e chiede che gli vengano inviati dell’elisir paregorico e delle compresse di oppio. – 20 ottobre, riceve finalmente una lettera e cerca di risollevare il morale di sua madre: «Supera un po’ la tua eccessiva sensibilità, come faccio io stesso […]. Ti assicuro, fallo, senza ricorrere al disprezzo; ci si può rivestire di una leggera corazza di filosofia e indifferenza. Se ne ha ben diritto quando si è sofferto molto»; lui, è stato il primo tra tutti i piloti durante l’addestramento: « Al momento ho un aereo tutto mio, un giocattolo da 350.000 franchi, il mio meccanico che mi accompagnerà nelle mie escursioni» in missione a Palmira: «da lì ci spingeremo verso l’Eufrate e tutte le province ribelli»… – 25 ottobre, sta per partire in missione: «Consiste nel lanciare bombe, mitragliare i ribelli e scattare foto, il più delle volte; non è sempre divertente e questa caccia “civilizzatrice” mi ripugna un po’»; viene assegnato definitivamente alla 54ª squadriglia: «Ho fatto ridipingere e verniciare il mio velivolo. È fantastico»… – 5 novembre. Un contrordine ha annullato la sua missione all’ultimo momento. «Il mio taxi è equipaggiato e armato dalla testa ai piedi; anche lui aspetta che si svolgano gli eventi»… Palmyre, 4 dicembre. Ha avuto il suo «quarto guasto»: motore bruciato, velivolo intatto e rimorchiato; il suo morale è buono: «Non dire, mia piccola mamma, che sono egoista. […] Il morale non c’entra con i sentimenti; ti amo con tutta l’anima e mi manchi, non c’è affatto bisogno di dirtelo, lo sai, ma il mio temperamento indipendente e, direi quasi, selvaggio è in perfetta armonia con questa immensa solitudine che è terribilmente selvaggia. Da qui deriva quella che potrei chiamare la mia serenità»... – 10 dicembre, immagina il suo ritorno e la felicità di ritrovarci; tornerà con i risparmi: «è tutto tuo»; verrà assegnato a Nancy «nel bombardamento notturno su Goliath o Farman bimotore. Mi piace.»… Provenienza: - Jean Mermoz (1901-1936); - Gabrielle Gillet-Mermoz (1880-1955); - Successivamente tramandata in famiglia per via ereditaria
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