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Artcurial

18 - NAPOLEONE (Bonaparte)

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NAPOLEONE (Bonaparte) [Longwood, Sant'Elena], 3 aprile 1819. Lettera autografa a matita indirizzata al governatore Hudson Lowe. 1 p. in folio, a matita. Napoleone rifiutava qualsiasi corrispondenza che non gli fosse indirizzata con il titolo di imperatore. Il governo britannico aveva stabilito regole rigide riguardo al modo in cui rivolgersi a lui. Non avendolo mai riconosciuto come imperatore, non gli era permesso ricevere lettere o oggetti che menzionassero tale termine. Da parte sua, Napoleone non volle mai rinunciare a quel titolo, nemmeno quando, ammalatosi all’inizio del 1819, ricevette dal governatore dei pacchi indirizzati a «Napoleone Bonaparte»: si rifiutò di aprirli. Da parte sua, Hudson Lowe non apriva né rispondeva alle lettere in cui si faceva riferimento all’«Imperatore». Questa corrispondenza mai aperta fece infuriare Napoleone. Chiese al generale Montholon di scrivere al Governatore secondo i termini di una bozza da lui redatta. È proprio questo documento, redatto in fretta e con ira (come dimostrano le numerose cancellature e le parole difficilmente decifrabili), che vi presentiamo. «3 aprile [1819] Signore Le ho rispedito le lettere di Sir Thomas Reade datate 1° e le sue altre lettere, 1° perché mi ha rispedito le mie, 2° perché l’Imperatore non ha mai voluto e non vuole prendere visione di lettere che non siano firmate di suo pugno. Lei me le ha rispedite nuovamente; le ho collocate insieme ai due pacchi che mi ha consegnato il 21 e il 25 marzo, e di cui l’Imperatore non ha voluto prendere visione, in quanto oltraggiato nella firma, e poiché la forma è contraria a quanto stabilito da quattro anni, ve le ho, di conseguenza, rispedite e da allora le ho messe da parte. Tutte queste comunicazioni sono quindi nulle. Queste lettere sono state messe da parte e sono a vostra disposizione. Qualsiasi altro plico o lettera che mi invierete, qualora non fosse conforme alle consuetudini stabilite da quattro anni, subirà la stessa sorte. L’Imperatore non ne prenderà mai visione, non ne riceverete mai risposta, saranno considerate nulle. Astenetevi quindi dal scriverle, poiché si scrive per essere letti e per ricevere risposta. Per lui, queste lettere che non rispettano la forma sono scritte in cinese. Mi sono ammalato di nuovo, il dottor [Warling] mi ha prescritto riposo e di non alzarmi dal letto; rivolgetevi al conte Bertr[and]. Non è giusto che io sopporti da solo gli oneri di questa singolare corrispondenza. Del resto, la mia salute non me lo permette affatto. Qualunque cosa mi venga indirizzata durante la mia ricaduta, non la aprirò. Ciò mi turba, mi fa male e ostacola la mia guarigione.» Questa lettera non risolse il problema, e il 4 aprile Hudson Lowe scrisse nuovamente; Napoleone incaricò Montholon di rispondere l’8: «Ho ricevuto la vostra lettera del 4, alla quale era allegata la mia ultima lettera, che mi avete rispedito; vi prego di considerare che imito il vostro comportamento e vi rispedisco la vostra. È impossibile pretendere di scrivere a qualcuno e allo stesso tempo rifiutarsi di ricevere le sue risposte. Dal suo arrivo, il conte Bertrand o io abbiamo scritto più di ottanta lettere; tutte contengono il titolo di «Imperatore Napoleone»; lei ci ha risposto a tutte utilizzando, è vero, il titolo di «Napoleone Bonaparte», cosa che, nella traduzione, ho modificato. Si trattava di un accordo ormai consolidato, dal quale non mi discosterò mai; ve l’ho fatto sapere con la mia lettera del 17 dicembre scorso; che se è facile uccidere l’Imperatore, è impossibile privarlo del carattere sacro e inalienabile impresso nella sua persona; potete ritenervi autorizzato dalla vostra posizione a insultarlo, ma io non mi permetterò mai tale viltà. […]» La questione di riconoscere a Napoleone il titolo di imperatore durante la sua prigionia non trovò mai una soluzione, nemmeno al momento della sua sepoltura a Sant’Elena. Il suo entourage non riuscì a trovare un accordo con il Governatore riguardo all’iscrizione da apporre sulla sua lapide: questa rimase vuota. Il documento fu conservato da Montholon, poi da sua figlia, che lo donò al signor Gros de Veaud, come attesta una nota manoscritta a inchiostro in calce al foglio. Documento di grande bellezza e rarità, che fa luce sui rapporti tesi tra l’Imperatore e i suoi carcerieri inglesi. Provenienza – Conte Charles Tristan de Montholon (1783-1853), fedele di Napoleone a Sant’Elena. – Napoleona Maria Elena Carlotta, contessa di Lapeyrouse (1816-1907), sposata con Léonard Léonce de Bonfils de Rochon de Lapeyrouse (1808-1895). – Monsieur Gros de Veaud. – Asta, Sotheby’s, 1985. Bibliografia Montholon, Racconti della prigionia dell’imperatore Napoleone a Santa Elena

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Auction details

Ricordi storici
Tuesday, November 3
11:00 AM
7, rond-point des Champs-Élysées
75008 Paris, France

Auction house

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