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CALLOT (Jacques). Le miserie e le sventure della guerra, raffigurate da Jacques Callot, nobile lorenese, e messe in luce dal suo amico Israël. Parigi, [Israël Henriet], 1633. In-4, rilegatura del XVII secolo in marocchino rosso, dorso a nervature finemente decorato a puntini, cornice alla Du Seuil sui piatti con stemma al centro e elementi araldici agli angoli. Prima edizione di questa famosa serie composta da un frontespizio e diciassette acqueforti, uno dei capolavori di Jacques Callot. Tutte le tavole sono, come è giusto che sia, del secondo stato (su tre), con i sestini attribuiti all’abate di Marolles a mo’ di didascalie e l’excudit di Israël Henriet, amico d’infanzia ed editore dell’artista, in calce a ciascuna di esse, ad eccezione del frontespizio. L’opera evoca la Guerra dei Trent’anni che da quindici anni devastava l’Europa. Con un perfetto senso della messa in scena e del dettaglio e un’assoluta maestria, i diversi aspetti della vita del soldato vi sono raffigurati in tutto il loro realismo e in tutta la loro crudezza: non solo la guerra, le sue violenze e le sue angherie, ma anche le punizioni o le ricompense che, a seconda dei casi, sono promesse ai protagonisti. «L’intera serie è un capolavoro dell’incisione. Rivela una maestria che nessun artista, in nessuna epoca, seppe portare a un livello più elevato» (Lieure. Catalogo delle opere incise di Jacques Callot). Esemplare eccezionale con le tavole, montate su linguette, conservate con margini molto ampi (da 260 a 270 x 190 mm) e non ritagliate al contorno come si trovano più spesso, rivestito da una deliziosa e freschissima rilegatura d’epoca in marocchino con lo stemma di François de Harville des Ursins (1630-1701), marchese di Palaiseau, maresciallo di campo, comandante di cavalleria, governatore di Charleville. Estremamente raro in queste condizioni. Piccola piega sul frontespizio, minime macchie o aloni marginali di lieve entità su alcune tavole. Acquistato da Émile Rossignol nel 1966.
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