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Boisgirard - Antonini

93 - SEGALEN (VICTOR)

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SEGALEN (VICTOR) Bellissima lettera autografa firmata «Victor Segalen», Brest, 2 ottobre 1908, 4 pp. in-8, indirizzata al suo amico Émile Magne, in cui si alternano scambi amichevoli e riflessioni letterarie. Segalen vi parla delle sue letture e incoraggia il suo corrispondente nei suoi lavori, fornendo al contempo una preziosa panoramica delle sue preoccupazioni del momento: assorto nello studio della lingua cinese, afferma la sua crescente attrazione per l’esotismo e la ricerca di immagini nuove. Questa corrispondenza, dal tono vivace e spontaneo, fa luce sulla nascita della sua estetica e delle sue scelte letterarie e intellettuali alla vigilia dei suoi grandi viaggi. «Mio caro amico, rimando di un mese tutto ciò che potrei dirle sui suoi lavori in corso, di cui la sua ultima lettera mi offre un bel assaggio; e questo perché, trascorrendo sicuramente i tre mesi invernali a Parigi, avrò il tempo di conversare tranquillamente con lei. In questi giorni, rovistando tra alcune tonnellate di vecchi libri, dai quali posso ricavare bei viaggi e alcuni autori di valore superiore al peso della carta, mi sono imbattuto in alcuni frammenti di Scarron, purtroppo troppo disorganici per sperare che possano piacerti (Il Virgilio travestito in versi burleschi del signor Scarron, dedicato alla Regina, Lione, MDC. LXXX, 1 vol., e: Suite del Virgile travestito, M.DCCLII). Ve li invio comunque, per ogni evenienza. Allo stesso tempo sfogliavo un Cyrano piuttosto buono della metà del secolo e, di fronte alla sbalorditiva varietà di quello spirito non ancora rimesso al suo posto, mi stupivo che, invece di una certa signora la cui persona aveva in realtà solo quel brio che voi sapete come valorizzare, mi stupivo che non pensaste di riprendere ciò che avevate iniziato, credo, come esordio nelle lettere, in occasione della fantasia di Rostand. Non credo che l’attuale pubblicazione del Mercure vi sottragga questo compito, se è realizzata con quella leggerezza affrettata che sminuisce la suddetta «collezione». / Per quanto mi riguarda, fortemente assorbito da questa lingua cinese infantile e ancora più complicata di quanto si dica, trascuro un po’ la mia, pur sapendo che la ritroverò più tardi con maggiore gusto. Ho bisogno di immagini. Mi dedicherò sicuramente sempre più alle cose esotiche. Ma questo esame di interprete, che dovrebbe fornirmele, a volte mi assorbe completamente. / Mia moglie, in ottima salute, mi accompagnerà a Parigi ed è lieta di ritrovare, ben riposata, la signora Magne e il giovane Georges, al quale restituisco ben volentieri il suo vero sesso. La prego di trasmettere i miei rispettosi omaggi e di accettare la mia più cordiale amicizia.»

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