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Paul ÉLUARD. La Vie immédiate. Parigi, Éditions des Cahiers libres, 1932. In-12, brossurato, astuccio di carta grigia. Edizione originale. Curiosa dedica autografa firmata sul frontespizio: a René Magritte in ricordo dei tempi migliori in cui era mio amico, Paul Éluard La pagina della dedica è stata staccata, piegata in quattro, poi reinserita nell’esemplare. Magritte avrebbe agito in preda alla rabbia? O sua moglie Georgette? La dedica, certamente, sembra poco cortese, ma nulla giustificava, a priori, questa mutilazione, se non, forse, la vicenda del crocifisso… Nel 1929, infatti, durante una cena a Parigi in rue Fontaine, André Breton pretese che Georgette Magritte si togliesse la croce d’oro che portava al collo. Lei si rifiutò, sostenuta dal marito: non solo la coppia Magritte lasciò la serata, ma anche Parigi, per trasferirsi nuovamente a Bruxelles. Pur essendo in contrasto, entrambi «espressero il proprio rammarico per quella rottura, ma fu Breton a fare il primo passo inviando nel 1932 *Le Revolver à cheveux blancs* con la dedica “A René Magritte, suo amico nonostante tutto, André Breton”» (Dizionario André Breton, p. 624), proprio l’anno stesso in cui ricevette quella copia de *La Vie immédiate*, corredata di quella curiosa dedica. Si può immaginare che Éluard avesse seguito Breton, facendo propria la sua disputa, che senza dubbio non era del tutto conclusa quando la copia autografata giunse a casa dei Magritte. Tre anni dopo, Éluard pubblicò la poesia René Magritte sulla rivista *Cahiers d’art* e il pittore realizzò nel 1936 il suo ritratto intitolato *La Magie blanche*. Infine, Magritte illustrò con dodici disegni l’edizione del 1946 della raccolta *Les Nécessités de la vie* (Bruxelles, edizioni Lumières).
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