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OTTO DIX (1891 Gera - 1969 Singen am Hohentwiel) Porto, 1922 Acquerello e colori a guazzo su carta. 48,7 x 36,7 cm. Sul retro timbro della galleria Nierendorf. Firmato e datato in basso a destra (19)22. Tracce di nastro adesivo agli angoli superiori; piccolo angolo in basso a destra mancante. Strappo sul bordo superiore del foglio (circa 1,5 cm). WVZ: Pfäffle A 1922/172. Provenienza: collezione privata dell’Assia; Galleria Nierendorf Otto Dix fu uno dei più importanti esponenti della Nuova Oggettività. Nel 1933, diffamato dai nazionalsocialisti come «degenerato» e licenziato dall’insegnamento, si ritirò temporaneamente nell’emigrazione interiore. La sua opera è considerata fondamentale per l’arte tedesca del XX secolo. Il presente acquerello presenta una complessa scena portuale in cui gli elementi si sovrappongono. Alberi e sartiame strutturano il foglio con marcate linee verticali; specchi d’acqua, architettura e figure frammentate si sovrappongono in una stratificazione trasparente. Particolarmente suggestivo è il volto blu nella parte inferiore dell’immagine. Appare simile a una maschera, quasi a un teschio, con le orbite contornate di scuro che catturano direttamente lo sguardo dello spettatore. La collana di perle rosse al collo aggiunge un accento inquietante e accentua l’effetto latentemente inquietante della scena. Proprio la datazione al 1922 conferisce all’opera un significato particolare. Nei primi anni della Repubblica di Weimar, Dix sviluppa il suo caratteristico linguaggio visivo, in bilico tra l’esaltazione espressiva e una crescente acutezza analitica. Il motivo del porto – come luogo di commercio, transito e concentrazione sociale – rispecchia il suo interesse per le zone marginali della società e i campi di tensione. Allo stesso tempo, l’opera mostra ancora un’apertura formale in cui percezione, memoria e fusione visionaria si intrecciano. Per la sua densità iconografica, la magistrale combinazione di acquerello e guazzo e la chiara collocazione temporale, l’opera rientra tra i lavori di pregio della fase decisiva dello sviluppo artistico di Dix. Essa documenta il momento in cui la sua concezione pittorica si plasma in modo duraturo – e riveste quindi una particolare rilevanza storico-artistica all’interno dell’opera dei primi anni Venti.
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