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Torre Besamim Intorno al 1900 Argento Targhette smaltate Pietre colorate/pietre preziose? Altezza 31 cm, 7,5 x 7,5 cm Peso 563,7 g Questa torre di Besamim riccamente decorata, realizzata intorno al 1900, si inserisce nella tradizione diretta delle famose torri delle spezie di Schwäbisch Gmünd del XVIII secolo, di cui sono noti solo otto esemplari conservati in tutto il mondo: a Würzburg, Gerusalemme, New York, Londra, Copenaghen, Parigi, Tel Aviv e Francoforte sul Meno (JMF1987-0056). Le torri di quell’epoca erano realizzate con elaborati lavori in filigrana d’argento e decorate con pannelli smaltati – un design che si ritrova in questo esemplare quasi fedelmente nei minimi dettagli. La torre è destinata al rituale ebraico dell’Havdalah, durante il quale, al termine dello Shabbat, si annusano erbe profumate (besamim) per congedare degnamente il giorno sacro. La forma della torre, di elaborata fattura, ha un profondo significato simbolico: rappresenta la città celeste di Gerusalemme o il Tempio come luogo di speranza, redenzione e vicinanza divina. Particolarmente degne di nota sono le placchette smaltate disposte su due livelli, che raffigurano scene bibliche – tra cui la scala di Giacobbe, Agar e Ismaele, e Sansone che porta le porte di Gaza. I modelli iconografici risalgono alle famose «Icones Biblicae» di Matthäus Merian, pubblicate a Francoforte tra il 1625 e il 1627 e che per secoli hanno influenzato l’immaginario cristiano ed ebraico. La combinazione di filigrana d’argento, smalto e pietre colorate o inserti in vetro, come si può vedere anche in questo pezzo, era comune nell’arte liturgica soprattutto per gli oggetti cristiani – ad esempio reliquiari o crocifissi. Il fatto che un oggetto rituale ebraico del 1900 abbia attinto consapevolmente a queste forme e tecniche dimostra l’apertura culturale e la ricerca di un’eccellenza artigianale ed estetica. Questa torre per il besamim è un raro esempio del patrimonio artigianale e culturale delle comunità ebraiche in Europa intorno al 1900. Per forma, linguaggio figurativo ed esecuzione, si ricollega direttamente ai leggendari pezzi del XVIII secolo e testimonia una tradizione viva, che è stata fonte di ispirazione e tramandata attraverso i secoli e le confessioni religiose. Bibliografia: Heuberger, Georg (a cura di), Die Pracht der Gebote - Die Judaica-Sammlung des Jüdischen Museums Frankfurt am Main, Colonia: Wienand, 2006."
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