Per modificare l'ordine di acquisto,
contattare la casa d'aste.
The reserve price is the minimum price accepted by the seller. Bidders cannot see this price. To win an item, you must place the highest bid and meet or exceed the reserve price.
Le iscrizioni sono chiuse per questa vendita. Non è possibile fare offerte.
Gli importi convertiti sono forniti solo a scopo informativo. Solo la valuta determinata per la vendita dalla casa d'aste è vincolante. È possibile selezionare una valuta diversa dalla pagina “Preferenze” nel proprio profilo.
Spese comprensive delle commissioni della casa d'aste e della piattaforma. Per maggiori dettagli, si prega di consultare le Condizioni Generali di Vendita della casa d'aste.
Madonna con Bambino e due angeli Attribuito a Sebastiano Nicolini o Niccolò Roccatagliata Inizio del XVII secolo Bronzo fuso Altezza 50 cm Perizie disponibili Provenienza: Principe di Collalto; Collezione Guido von Rhò, Vienna (1908); Reinhold Hofstätter, Vienna Bibliografia: E. W. Braun, Die Bronzen der Sammlung Guido von Rhò in Wien, Vienna 1908, p. 15, tav. X. Niccolò Roccatagliata e suo figlio Sebastiano Nicolini sono tra i più importanti esponenti della scultura in bronzo veneziana tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. Roccatagliata, nato a Genova intorno al 1560, era attivo a Venezia almeno dal 1594 e dirigeva una bottega in cui collaborava anche suo figlio. Nicolini si affermò come scultore a pieno titolo e, dopo la morte del padre nel 1629, continuò a dirigere la bottega. La loro produzione, strettamente intrecciata, rende talvolta difficile l’attribuzione univoca dei singoli bronzi. Il gruppo in questione raffigura Maria con il Bambino Gesù e due piccoli angeli alati. Si erge su un basamento sopra una pedana riccamente decorata. Su tre lati si ripete un rilievo simmetrico con due putti che reggono uno scudo araldico. Questa cornice araldica conferisce alla rappresentazione un carattere rappresentativo; lo stemma potrebbe alludere al committente originario. Maria indossa un velo sui capelli e un abito riccamente drappeggiato, allacciato in vita all’altezza del petto. Tra le braccia tiene il Bambino Gesù, avvolto in un panno. La grande sfera che egli tiene in mano può essere interpretata come il globo terrestre e quindi come un riferimento al suo status di Salvator Mundi, il Salvatore del mondo. Madre e Figlio rivolgono lo sguardo verso il basso, verso i due angeli, i cui gesti uniscono il gruppo in un’intima scena di devozione. Un angelo afferra il piede del Bambino e lo porta alla propria guancia. Il tenero contatto può essere interpretato come espressione di devota dedizione. Il secondo angelo si volge verso l’alto con un movimento vivace e allunga la mano per afferrare l’altro piede. Le piccole ali, le posture dinamiche e i gesti giocosi conferiscono alle figure di contorno quella vivacità che contraddistingue in modo particolare il repertorio della bottega di Roccatagliata e Nicolini. La scultura in bronzo è affine a una «Madonna col Bambino» firmata da Roccatagliata conservata al Musée national de la Renaissance di Écouen (n. inv. Cl. 13272). La postura, le vesti e l’espressione del volto offrono punti di confronto significativi. I lineamenti del viso della presente Madonna, modellati in modo più morbido, così come i capelli del Bambino Gesù incisi in piano sulla superficie, potrebbero essere indizi di una realizzazione ad opera di Sebastiano Nicolini o di un collaboratore della bottega. I caratteristici riccioli dei due putti rientrano invece chiaramente nella tradizione di Roccatagliata. Un gruppo affine, ma con alcune differenze nei dettagli, si trova al Metropolitan Museum of Art di New York (n. inv. 1978.516.5). L’opera, datata intorno al 1630, è attribuita a Sebastiano Nicolini nella recente rielaborazione del catalogo. In particolare, gli angeli che si rivolgono verso il bambino e il tocco del suo piede illustrano lo stretto legame tra le due composizioni. Il confronto evidenzia al contempo come, all’interno della bottega, venissero ripresi tipi figurativi consolidati e ulteriormente sviluppati in diverse versioni. Il bronzo consentiva di realizzare pieghe delle vesti finemente differenziate, riccioli plastici e gruppi figurativi dalla complessa interconnessione. Il processo di fusione consentiva inoltre di realizzare più esemplari di uno stesso modello e di variare i singoli motivi. Questi piccoli bronzi di pregio erano sia opere d’arte sacra che oggetti da collezione molto apprezzati. La presente Madonna potrebbe essere stata destinata a un oratorio privato, a un altare domestico o a una cappella. La complessa fattura del piedistallo e lo stemma ricorrente fanno pensare a una collocazione di prestigio nell’ambiente di un committente benestante.
La spedizione è facoltativa. Potete utilizzare un corriere di vostra scelta. Il prezzo indicato non include il prezzo del lotto o le diritti della casa d'aste.