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live 1 dicembre | 03:00 PM
Tiberius auctions

51 - Giuseppe Ribera

Base d'asta

5.000 €

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Stima

10.000 - 20.000 €

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31%

Giuseppe Ribera 1591-1652, attribuito Abramo sacrifica Isacco Olio su tela, duplicato 87 x 71 cm, con cornice 107 x 88,5 cm In una cornice originale intagliata in legno del XVII secolo Il presente dipinto mostra, nella composizione e nell’esecuzione, un profondo radicamento stilistico e concettuale nell’opera di Jusepe de Ribera. Per evidenziare il riferimento alla maestria di Ribera, l’opera può essere analizzata alla luce delle sue caratteristiche stilistiche fondamentali. Il volto di Abramo nel dipinto è un esempio lampante del famoso ipernaturalismo di Ribera. Ribera era noto per non idealizzare i soggetti. Spesso cercava i suoi modelli nei vicoli di Napoli: semplici pescatori, mendicanti e operai. Le rughe sulla fronte, le tempie incavate e la pelle pergamenosa e segnata dall’età di Abramo corrispondono esattamente ai tipi che Ribera sceglieva per le sue rappresentazioni di penitenti o di studiosi. Lo sguardo umido e rivolto verso l’alto di Abramo, che testimonia commozione e fede assoluta, caratterizza l’intera fase napoletana più significativa di Ribera Un aspetto centrale che lega strettamente questo quadro a Ribera è l’allontanamento dalla monumentalità barocca a favore di un intimo studio del carattere. Mentre altri artisti dell’epoca rappresentavano spesso il sacrificio di Isacco come una scena di ampio respiro con altare, paesaggio e il proverbiale ariete tra i cespugli, questo quadro – proprio nello spirito di Ribera – si concentra radicalmente sul momento psicologico. Lo spazio è estremamente ristretto («inquadratura claustrofobica»). Non c’è natura che distragga. Contano solo tre elementi: il conflitto interiore di Abramo, la passività rassegnata di Isacco e l’intervento fisico della mano divina. Questa concentrazione sull’emozione umana e sulla materialità dei corpi è tipica della magistrale interpretazione dei drammi biblici da parte di Ribera. Ribera non era solo un maestro delle ombre, ma soprattutto un maestro delle superfici. Nel dipinto, la mano ruvida del padre, che grava pesantemente sulla testa del figlio, è in netto contrasto con la testa delicata e morbidamente modellata del giovane Isacco. Questo gioco con le diverse texture della pelle (incarnato) è particolarmente evidente nel capolavoro di Ribera *Isacco e Giacobbe*, conservato al Museo del Prado, in cui il vecchio padre cieco palpa la pelle apparentemente ruvida del figlio. La luce viene qui utilizzata come un riflettore. Essa modella la tridimensionalità plastica delle figure facendole emergere dall’oscurità. Ribera sviluppò ulteriormente a Napoli questo stile, adattato da Caravaggio, applicando pennellate più spesse (pastose) per rendere quasi tangibile la materialità della barba, delle pieghe e delle vesti – un effetto che risulta chiaramente visibile sulla fronte e sulla barba di Abramo in questo dipinto. Che si tratti di un’opera autografa del maestro della sua fase matura o di un lavoro eccellente proveniente dalla sua bottega napoletana o dalla sua cerchia più ristretta (come ad esempio di Bartolomeo Passante o del giovane Luca Giordano), si manifesta nella dedizione senza compromessi alla verità umana. Il dipinto utilizza alla perfezione il linguaggio visivo di Ribera per immortalare, nello stesso identico istante, il peso esistenziale del comando divino e il sollievo della salvezza.

Testo tradotto da DeepL.
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Asta

23ª asta Tiberius - Giorno 1
martedì 1 dicembre
03:00 PM
Neue-Welt-Gasse 21-23
1130 Wien, Austria

Casa d’aste

Tiberius auctions +4318904951 office@tiberius-auctions.com
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