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DUTOURD, Jean. *Au bon beurre* ovvero dieci anni della vita di un lattaio. Edizione originale in tiratura limitata su carta velina a filo d'oro (n. 25) del capolavoro di Jean Dutourd. Bell'esemplare proveniente dalla biblioteca di Simone André Maurois, arricchito da due dediche autografe firmate dall'autore alla coppia Maurois e al loro figlio Gérald. Parigi, NRF, 1952. In-8, mezza pelle di marocco ocra con angoli, dorso con 2 larghe nervature incise a freddo, autore e titolo in lettere dorate, testa dorata, copertine e dorso conservati, non rifilato (rilegatura moderna). 305 pp., 3 ff. n.ch. Lievi segni e segni di sfregamento sulla pelle. Edizione originale del capolavoro di Jean Dutourd, insignito del premio Interallié nel 1952, una feroce satira sulla Francia sotto l’Occupazione e la Liberazione attraverso la storia di una coppia di lattai parigini che «arrotondano» approfittando delle occasioni offerte dal mercato nero. Il romanzo è stato adattato per la televisione nel 1981 da Édouard Molinaro, con Roger Hanin e Andréa Ferréol nei ruoli principali. Una delle 65 copie su carta velina a filo puro delle cartiere Lafuma-Navarre (n. 25). Esemplare proveniente dalla biblioteca di Simone André-Maurois (1894-1968), con il suo ex libris sul risguardo, inciso da J. Jacquin su disegno di Henri Mondor e datato aprile 1935. È arricchito da due dediche autografe firmate dall’autore sotto forma di quartine in rima: - una sul frontespizio, a Simone e André Maurois: «Vorrei tanto, cara Simone, / Che questa quartina da quattro righe / Vi esprima il piacere che mi dà / Tracciare qui il vostro nome; // E che a voi, caro André Maurois, / questo quartina in cui mi impappino / vi dichiarasse sottovoce / che con rispetto vi abbraccio. // Se entrambi rileggete il mio libro / soffermatevi un breve istante / su questa pagina dove vi offro / la mia amicizia così goffamente. / Jean Dutourd» - l’altra in carta bianca, a Gérald Maurois, datata 5/12/1974: «E una quartina per il mio Gégé / Che recuperò questa operetta / E poi sulla parete della sua cameretta / La sistemò con amore / Jean» Il volume contiene inoltre un articolo di Maurice Toesca apparso su *L’Intransigeant* del 21 gennaio 1956, riguardante una sentenza che condannò l’autore per aver utilizzato il nome di «Duglandier de la Bastie» (simile a quello di un ufficiale realmente esistito, il signor Royer de la Bastie) per un personaggio di romanzo, del resto del tutto secondario, il cui nome deriva da quello di un eroe di Balzac. L’autore critica aspramente questa sentenza che ritiene assurda e pericolosa per la libertà di creazione letteraria. Esemplare piacevole, di ottima provenienza.
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