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[AUTOGRAFO]. BERTON, Pierre. Importante lettera autografa firmata riguardante gli incendi dei teatri di Parigi dopo la Settimana Sanguinosa. In allegato: una litografia a colori. 4 pagine manoscritte a inchiostro nero su doppio foglio in-8 (135 x 205 mm), firmate e datate 1° giugno 1871 a Saint-Avertin, accompagnate da una litografia di Collette tratta da Eustache Lorsay, colorata all’epoca e recante la didascalia «Berton (Il pianoforte di Berthe)», raccolte in una cartellina antracite con il titolo scritto a mano «Berton». Cartellina leggermente sbiadita ai margini e con una parte mancante in un angolo, leggerissimo ingiallimento ai margini della lettera, segni di pieghe e minima lacerazione in fondo al foglio. Importante lettera autografa firmata dal celebre drammaturgo e attore francese Pierre Berton (1842-1912), indirizzata a «Marie » (Marie Caillaud o Marie de Fleury, molto vicine a George Sand e Maurice Sand a Nohant, come conferma il saluto a Maurice, Mathilde e ai bambini alla fine della lettera). Scritta il 1° giugno 1871, ovvero solo tre giorni dopo la fine dei combattimenti della Comune di Parigi, la lettera offre una testimonianza a caldo sul giorno successivo alla «Settimana Sanguinosa» dal 21 al 28 maggio 1871, descrivendo lo sconforto del mondo dello spettacolo di fronte alla distruzione dei grandi teatri parigini incendiati (in particolare la Porte-Saint-Martin, lo Châtelet e il Lyrique): «Quattro teatri bruciati, mia cara Marie, ecco il bilancio delle nostre disgrazie! Siamo attori e, senza questi edifici costruiti per essere animati da noi, che ne sarà di noi? La questione è seria, se non mi sbaglio... Eccoci quindi di fronte a questa alternativa: o esilarare il pubblico all’estero, se ci vorranno; oppure morire di fame tra le macerie di questi monumenti che erano uno degli aspetti della gloria della Francia...” L’autore si interroga sulla necessità di ottenere la direzione del Teatro dell’Odéon, uno dei pochi teatri ancora in piedi («Credete che debba proseguire le mie iniziative, già avviate, per ottenere la direzione dell’Odéon? Quattro teatri sono andati a fuoco: questo è ancora in piedi...»). Esprime inoltre la sua tristezza di fronte alla situazione («Ora, cara amica, non voglio farvi piangere sulle rovine della nostra bella Parigi, cosa che avrete già dovuto fare; ma lasciatemi dire che tutti questi orrori, tutte queste infamie hanno instillato nel profondo della mia anima un germe di tristezza che mi sembra indelebile... Ahimè! Non vedo che decadenza nelle idee e nelle istituzioni e non vedo alcuna rinascita... nemmeno quella delle lettere. ») Attraverso il riferimento a suo figlio, partito per Versailles nel tentativo di soccorrere un caro amico arrestato, il poscritto evoca direttamente gli arresti di massa dei comunardi da parte delle truppe versagliesi e i disperati tentativi di soccorso intrapresi verso Versailles per evitare le esecuzioni sommarie. In allegato: una litografia colorata dell’epoca, tratta dai *Théâtres de Paris* e firmata Berton (*Le Piano de Berthe*). In ottime condizioni.
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