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Maschera da spalla della divinità Nimba o D'mba, Baga, Guinea, legno, chiodi, H. 61 cm x L. 25 cm. Grande busto femminile a forma di campana montato su quattro piedi dritti, che simboleggia la fecondità delle giovani spose e la fertilità dei campi. L’intera scultura, ad eccezione della testa e del seno, era ricoperta da un ampio abito. L’imponente testa è coperta da un elmo con cresta curvilinea, inciso con motivi a trecce e a spina di pesce. Il viso bombato è caratterizzato da un asse sagittale che corre lungo il naso ricurvo a becco, sotto il quale è scolpita la bocca.L’ampio petto, a forma di plastron, presenta lo stesso decoro con chiodi in ottone incastonati: i seni cadenti suggeriscono che questa donna abbia partorito. Le gambe presentano fori di fissaggio per la barella che veniva tenuta dagli assistenti che aiutavano a maneggiare questa maschera molto pesante e poco equilibrata. La maschera Nimba è una delle sculture più emblematiche dell’arte africana, nonché una delle più monumentali; poche opere raggiungono queste dimensioni e questa forza evocativa. Era presente presso i Waja della Nigeria, ma ha trovato la sua forma più compiuta presso i Baga della Guinea; in Sierra Leone i Limba la portavano di lato, senza coprirsi il capo per timore del potere che essa racchiude. Quando questa maschera veniva portata in processione, sovrastava di gran lunga l’assemblea, come testimonia un’incisione del 1886, pubblicata sulla rivista *Le Tour du monde*, nonché i racconti dei viaggiatori che l’avevano vista nelle isole paludose presso i BAGA. Le esibizioni di questa maschera cessarono alla fine degli anni ’50, a causa delle proibizioni imposte dall’Islam. Le opere dedicate all’arte africana la chiamano spesso Nimba, nome di origine estranea ai SUSSU; mentre i BAGA la indicano esplicitamente con il nome di D’mba.
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