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RITONE DI AMLASH A FORMA DI CERVO ASIA OCCIDENTALE, INTORNO ALL’INIZIO DEL I MILLENNIO A.C. terracotta, modellato a forma di cervo con quattro punte su ciascuna corna; l’interno cavo è visibile nella parte superiore della testa, che funge da beccuccio; il corpo è bombato con un dorso elegantemente inclinato, sostenuto da quattro zampe slanciate, con una piccola coda appuntita Larghezza: 26 cm Provenienza: Precedentemente nella collezione privata del sig. Sadighi, acquistato in Iran e portato a Berlino nei primi anni ’80 Collezione privata del sig. L, Monaco di Baviera Collezione privata, Londra Per un esemplare simile, si veda: The Asian Art Museum of San Francisco, numero di inventario B62P9+. Il cervo dalle corna ramificate era un motivo popolare nell’antico Iran, in particolare nell’arte ceramica della cultura di Amlash, emersa all’inizio del primo millennio a.C. in un’area a sud del Mar Caspio. Poiché non sono giunti fino a noi documenti scritti relativi a questa zona, il significato dell’animale rimane sconosciuto. Tuttavia, i confronti con le culture vicine suggeriscono possibili associazioni con credenze religiose, fertilità e forza. Nell’Anatolia del secondo millennio a.C., ad esempio, il cervo era strettamente associato al culto delle principali divinità, il che fa supporre che avesse un significato simile anche per la cultura di Amlash. Le ceramiche di Amlash suscitarono notevole interesse tra i collezionisti e i musei in seguito alla loro comparsa tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Le loro forme semplificate affascinarono gli artisti moderni, che ne ammiravano la riduzione di soggetti familiari a forme essenziali. Pablo Picasso, noto per il suo fascino di lunga data per i tori e la corrida, possedeva diversi vasi per libazioni a forma di toro di tipo Amlash. La sua ceramica *Toro in piedi* (1947) offre un interessante termine di paragone, riducendo anch’essa l’animale a poche caratteristiche distintive.
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