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TESTA IN ARENARIA ROMANO-CELTICA GRAN BRETAGNA, PROBABILMENTE INGLTERRA SETTENTRIONALE, INIZIO DEL PRIMO MILLENNIO D.C. pietra arenaria scolpita, probabilmente un frammento architettonico, raffigurante la testa di una donna con i capelli divisi al centro, gli occhi rivolti verso il basso e la bocca rivolta verso il basso; dietro la testa è fissato un grande blocco di arenaria, sollevato su un supporto su misura Altezza: 20 cm Provenienza: Collezione di Stanley e Ingrid Clapham, Londra, probabilmente acquisita negli anni ’50 e da allora tramandata per via ereditaria Per esempi comparabili, si vedano le teste votive in terracotta rinvenute presso il forte romano di Magna, nel Northumberland: una durante gli scavi del 2025 e un esemplare precedente scoperto alla fine del XIX secolo e pubblicato in *Archaeologia Aeliana*, Seconda Serie, Volume XIII (1889). L’arte celtica affonda le sue radici nelle antiche tradizioni dell’Europa dell’Età del Bronzo, pur avendo sviluppato uno stile proprio e distintivo. Lungi dall’essere primitiva, presenta spesso un carattere astratto, con una qualità misteriosa ben diversa dall’arte più naturalistica dei mondi greco e romano. Un tempo considerata insolita e persino inquietante, l’arte celtica è oggi riconosciuta come una delle tradizioni artistiche più caratteristiche dell’Europa occidentale e centrale. L’esemplare in questione raffigura una testa con un sorriso sottile, la cui acconciatura elaborata costituisce una caratteristica particolarmente distintiva. Essa è composta da quattro ciocche ben definite, tirate ai lati del viso, un attributo insolito che presenta una sorprendente somiglianza con le acconciature di due teste votive in terracotta rinvenute presso il forte romano di Magna, lungo il tracciato del Vallo di Adriano. Le somiglianze tra i due esemplari vanno oltre l’acconciatura, in particolare nel trattamento dei tratti del viso e nell’espressione sottile. La stretta associazione tra le due teste di Magna ha portato a ipotizzare che possano raffigurare la stessa figura femminile, forse una dea o una divinità locale che rivestiva un significato particolare per gli abitanti del forte. Un’ulteriore prova a sostegno dell’origine nelle zone di confine settentrionali del presente esemplare è fornita dal materiale con cui è realizzato: arenaria rossa di un tipo ampiamente utilizzato in tutta la regione, in particolare lungo il tracciato del Vallo.
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