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IDOLO IN MARMO DELLE CICLADI ARCIPELAGO DELLE CICLADI, 2500 - 2300 a.C. CIRCA O SUCCESSIVAMENTE marmo scolpito, le proporzioni del corpo ridotte a un minimalismo astratto, le braccia incrociate sul petto, le spalle inclinate, un lungo collo che conduce a una testa dal viso liscio e dalla forma convessa, inclinata all’indietro come se guardasse verso l’alto, con mento delicatamente arrotondato e naso rettangolare centrale, collocata su un supporto su misura Altezza: 58,4 cm Provenienza: Precedentemente nella collezione privata di Georges Frédéric Keller (1899-1981), Davos e New York. Fine Antiquities, Christie’s, Londra, 13-14 dicembre 1983, lotto 277, pp. 42-43. Collezione privata, Renania, Germania, acquisita dalla suddetta vendita, corredata di fattura d’acquisto. Pubblicato: Fine Antiquities, Christie’s, Londra, 13-14 dicembre 1983, lotto 277, pp. 42-43. Le Cicladi, un arcipelago nel sud-ovest del Mar Egeo, comprendono trentanove piccole isole e numerosi isolotti. Nell’antico greco venivano chiamate «kyklades», concepite come un cerchio (kuklos) attorno all’isola sacra di Delo, sede del tempio più sacro dedicato ad Apollo. Nel IV millennio a.C. nelle isole emerse una cultura distintiva che si protrasse per oltre duemila anni. Grazie alla loro posizione strategica nel Mar Egeo e alla ricchezza di risorse minerarie, in particolare di minerali di ferro e rame, gli abitanti delle Cicladi trassero vantaggio dal commercio di queste materie prime in un’epoca in cui la metallurgia si stava sviluppando rapidamente in tutto il Mediterraneo. Pur vivendo in gran parte ai margini delle grandi civiltà minoica e micenea, il popolo delle Cicladi è annoverato tra le tre principali culture dell’Egeo. Fu proprio il popolo delle Cicladi a produrre i primissimi capolavori della scultura greca in marmo. “Idoli” come l’esemplare qui presentato erano diffusi in tutto l’arcipelago, e la tradizione di scolpire tali figure durò per ben oltre mille anni. Il loro esatto utilizzo non è chiaro; alcuni assomigliano alle figure di fertilità rinvenute in tutto il Vicino Oriente. Altre sono state interpretate come raffigurazioni dei defunti o di servitori per l’aldilà. È chiaro tuttavia che fossero utilizzate sia in contesti funerari sia nella vita rituale quotidiana, poiché alcune sono state rinvenute con tracce di riparazioni antiche. Sebbene oggi si distinguano per il loro aspetto minimalista, analisi scientifiche hanno dimostrato che la superficie del marmo in origine sarebbe stata dipinta con pigmenti a base minerale, come l’azzurrite per il blu e i minerali di ferro o il cinabro per il rosso. Molte delle figure mostrano una notevole somiglianza nelle proporzioni, il che suggerisce che la produzione di questi idoli fosse regolata utilizzando una sorta di primitivo compasso. Il senso di astrazione offerto dall’antica arte cicladica ha ispirato molti dei grandi artisti del XX secolo, tra cui Brancusi, Modigliani e Picasso. L’opera qui presentata è un meraviglioso esempio di questo genere: sebbene sia stata scolpita oltre quattromila anni fa, il suo fascino geometrico rimane decisamente moderno.
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