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263 - KAREL APPEL (Paesi Bassi, 1921 – Svizzera, 2006).

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KAREL APPEL (Paesi Bassi, 1921 – Svizzera, 2006). “Il bacio d’argento”. Serigrafia, edizione 31/100. Firmata e datata a matita. Dimensioni: 75 x 102 cm; 76 x 106,5 cm (con cornice). Classificato come espressionismo grottesco — che si manifestava non tanto nella composizione (non ha mai voluto avventurarsi apertamente nell’astrazione) quanto nella tecnica — il linguaggio artistico di Appel si basava su un carattere aggressivo e provocatorio e, al tempo stesso, su una semplicità infantile legata al surrealismo. Karel Appel è stato pittore, scultore e grafico ed è attualmente considerato l’artista più dinamico della generazione del dopoguerra nel suo paese. Nel 1948, insieme a Corneille, Jorn e Alechinsku, fondò il Gruppo Internazionale CoBrA, che svolse un ruolo decisivo nello sviluppo e nell’espansione dell’automatismo europeo negli anni ’40 e ’50. Durante l’occupazione nazista dei Paesi Bassi, Appel vagò per tutto il paese per evitare di essere mandato a lavorare in Germania. Nel 1946 tenne la sua prima mostra personale a Groninga, dove era già evidente l’influenza di Dubuffet — con il quale avrebbe poi condiviso alcuni concetti teorici. Le sue prime sculture, risalenti al 1947, furono opere pionieristiche nell’assemblaggio di materiali di recupero. Alcuni artisti, rifiutando la rigidità e il settarismo del movimento surrealista, fondarono il gruppo CoBrA (acronimo di Copenaghen, Bruxelles e Amsterdam — le città da cui provenivano Appel, Corneille e Constant, e che, insieme a Jorn, Noiret e Dotremont, firmarono il manifesto inaugurale). I pittori del CoBrA cercavano uno stile di lavoro più spontaneo che attingesse alle tradizioni culturali locali e incorporasse un immaginario fantastico. Il gruppo si sciolse poco dopo, nel 1951, ma alcuni dei suoi membri — in particolare Appel, Jorn e Alechinsky — ne mantennero vivo lo spirito nei decenni successivi. La loro pittura è caratterizzata da una forte influenza espressionista legata alle figure di Max Pechstein ed Edward Munich, due dei grandi espressionisti nordici. Le loro opere sono caratterizzate da un impasto denso e da un audace gioco di colori, che riflette la natura turbolenta dell’espressionismo nordico. In seguito, il loro linguaggio artistico si è evoluto verso uno stile più morbido, avvicinandosi alla «Hand Edge Painting». Appel fu un artista instancabile che esplorò molteplici mezzi espressivi, spaziando dalla scultura e dalla ceramica alla pittura murale, alle vetrate artistiche e all’incisione. Nel corso della sua lunga carriera artistica, ricevette numerosi riconoscimenti e collaborò con artisti di altre discipline, come il poeta Allen Ginsberg e il coreografo Min Tanaka. I suoi primi successi risalgono al 1953, con una mostra al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles e la sua partecipazione alla Biennale di San Paolo (dove sarebbe tornato nel 1959 vincendo il premio internazionale di pittura), e nel 1954, quando ricevette il Premio UNESCO alla Biennale di Venezia ed espose a Parigi e a New York. Le opere di Appel sono presenti al Guggenheim Museum e al MoMA di New York, al Museo delle Belle Arti di Bilbao, alla Tate Gallery di Londra, all’Albertina di Vienna, al Museo Thyssen-Bornemisza, alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia e al Museo delle Belle Arti di Dordrecht, tra molti altri.

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26 novembre - Arte contemporanea
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